Tremonti: «Spese assurde un sacco di soldi buttati via»

L’esposto del sindaco Albertini alla Corte dei conti: «Azioni pagate troppo: questa operazione ha danneggiato le casse pubbliche»

Gianandrea Zagato

da Milano

Quando Gabriele Albertini ha messo la sua firma sotto la denuncia presentata alla Corte dei conti, dicono i suoi collaboratori, ha aggiunto «e ora vediamo se c’è un giudice a Milano». Dieci parole oltre quelle due pagine di esposto e un plico di allegati che dimostrano, secondo il Comune di Milano, «possibili danni per le casse pubbliche» con l’esborso di quei 238 milioni di euro impegnati dalla Provincia per l’acquisto del 15 per cento dell’autostrada Serravalle dal gruppo Gavio. Un esborso definito «assurdo» dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Sono un sacco di soldi buttati, penso che come provincia avrebbe potuto spenderli meglio», ha detto davanti alle telecamere di Ballarò. Una scelta difesa invece da Pierluigi Bersani: «Sono soldi spesi bene».
«Un’operazione che non consente di ravvisare alcuna utilità pubblica, giacché il controllo della società Milano Serravalle spa sarebbe stato comunque assicurato dal patto di sindacato già stipulato tra la Provincia e il Comune» denuncia il sindaco Albertini alla Procura regionale lombarda della Corte dei conti. Come dire: lo sforzo economico dell’amministrazione provinciale guidata dal ds Filippo Penati è stato del tutto inutile e si è trasformato in un oneroso esborso di milioni di euro da parte dei contribuenti. Un fiume di soldi versato nelle casse del gruppo Gavio, sostiene Albertini, per «liberarsi di un socio scomodo» nella cabina di regia della Serravalle che a livello di redditività ha gli indici più elevati di tutto il settore autostradale italiano. Ma l’acquisto delle azioni del gruppo Gavio «da parte di Asam spa (partecipata della Provincia al 99 per cento, ndr)» espone «potenzialmente lo stesso ente in caso di inadempimento della società mutuataria» rimarca Albertini: infatti, «la giunta provinciale con delibera n. 588 del 29 luglio 2005 ha costituto un pegno a favore di Banca Intesa sulle 68.223.198 azioni possedute dalla Provincia per garantire il finanziamento concesso dallo stesso istituto di credito a favore di Asam». Timori che il Comune accompagna pure con una perplessità sulla misura «eccessiva» del prezzo pagato per le azioni della Serravalle (8,831 euro) - che dal Credit Suisse Forst Boston è considerato «superiore al 42 per cento delle nostre valutazioni» - e sul rifiuto opposto da Penati alla richiesta di Albertini di un «internal auditing».
Se i riscontri della Corte dei conti saranno affermativi la Provincia sarà invitata a fornire spiegazioni, a difendersi, e se la risposta degli amministratori non sarà abbastanza convincente, allora, Penati e gli assessori presenti alla giunta del 29 luglio saranno chiamati a rifondere i danni di tasca propria. E dopo una prima verifica i magistrati contabili hanno già reclamato alla Provincia di consegnare una serie di documenti «entro 45 giorni».