Tremonti: "Subito 20mila nuovi alloggi Robin tax? L'ha copiata anche Obama"

Il ministro dell’Economia torna a
difendere la tassa sui profitti di compagnie petrolifere e banche, che assicura un prelievo di circa 4 miliardi: "Grazie alla Robin tax sono stati evitati tagli allo stato sociale". Brunetta: "Ci sono i soldi per i contratti". Letta: "Una rivoluzione". L'attacco della Cgil: "Oltre 3,5 milioni di statali saranno più poveri"

Roma - Grazie alla Robin Hood Tax, che assicura un prelievo di circa 4 miliardi, "sono stati evitati tagli alla spesa sociale". Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, torna a difendere la tassa sui profitti di compagnie petrolifere e banche. "Nessuno ha il diritto d’autore" ma "sulla stampa di ieri c’è scritto che Obama vuole tassare i petrolieri per dare 1000 dollari a famiglia", aggiunge il ministro, facendo riferimento all’annuncio del candidato democratico alla Casa Bianca.

La Finanziaria di Tremonti "La sostanza della legge finanziaria è legge dello Stato, la forma sarà legge quando sarà presentata a metà settembre". Secondo Tremonti, "i contenuti sostanziali sono nel decreto legge": "Il provvedimento di legge finanziaria e legge di Bilancio saranno formalizzati entro settembre, come prevede la legge, quando saranno stati acquisiti tutti i dati dei bilanci dei ministeri". Il titolare del dicastero di via XX Settembre sottolinea che l’anticipo nella manovra, fatto con una prospettiva triennale, è stato "oltre che strategico nella logica europea, anche saggio per il nostro Paese" vista la difficile congiuntura internazionale. Tremonti ha, quindi, spiegato che il governo già pensava di attuare una manovra triennale, come già fa la Francia, e che questo ha avuto un ulteriore slancio visto l’andamento della congiuntura. "Abbiamo già realizzato per due terzi l’agenda di Lisbona. Ci resta di completare per un terzo e il nostro obiettivo è ottenere quanto prima l’approvazione di questo ultimo terzo dal Parlamento - ha continuato il ministro dell’Economia - possiamo dire che con questo provvedimento siamo il Paese che più di tutti ha realizzato l’agenda di Lisbona. Abbiamo fatto tutto ciò che ci sembrava ragionevole e compatibile con il nostro ordinamento".

Piano casa: 20mila alloggi "Il piano casa messo a punto dal governo nella manovra economica consentirà di piazzare sul mercato 20.000 alloggi a basso canone nel 2009. Prevediamo - ha aggiunto il ministro - di partire già dal prossimo anno con 20.000 nuovi alloggi con il modello del social housing". Ma su questo punto a stretto giro di posta arriva la protesta del sindacato inquilini Sunia. Il segretario nazionale, Luigi Pallotta, avanza qualche dubbio sul progetto di Tremonti: "Si tolgono 550 milioni di euro destinati nel 2007 all’emergenza abitativa, ed in particolare alle famiglie disagiate sottoposte a sfratto, per destinarli ad un fondo nazionale che dovrà finanziare un 'piano casa' tutto da definire entro sei mesi (gennaio 2009), che dovrà successivamente essere attuato dalle Regioni e dai Comuni".

Ridotti i tagli alla spesa sociale In ogni caso, i soldi derivati dalla Robin Tax sono già serviti a "evitare ulteriori riduzioni della spesa sociale". "I quattro miliardi di maggiori imposte da quel settore saranno utilizzati per risparmiare tagli in settori sociali per noi meritevoli", ha detto Tremonti precisando che la carta sociale "sarà finanziata oltre che da fondi pubblici anche da contributi dal settore privato, e in più con sconti che verranno dal settore del commercio". canoni sostenibili dai redditi delle famiglie in cerca di abitazione».

Infrastrutture e giustizia I punti su cui lavorerà ora il ministro Tremonti saranno le grandi opere infrastrutturale e la riforma del processo civile. "Per fare regia sulle infrastrutture - ha spiegato il ministro - abbiamo due strumenti: uno è il Cipe, che canalizzerà i fondi, e l’altro è la Cassa depositi e prestiti che sarà utilizzata in questa strategia". Il numero uno di via XX settembre ha, poi, detto che "l’unica cosa che non poteva entrare nel decreto ma che sarà nel disegno di legge è la riforma del processo civile, su cui molto ha lavorato il ministro della Giustizia Alfano, che è una delle cose su cui ora dobbiamo puntare, su cui dobbiamo investire di più". "I tempi lunghi dei processi - ha spiegato - sono un fattore che spiazza, per cui è fondamentale nella strategia di sviluppo del Paese".

La crisi finanziaria L’Italia è un "Paese solido» e ha «elementi di forza, pur in una crisi internazionale". Tremonti ha sottolineato anche la "solidità del sistema bancario" e il fatto che, nella strategia della competizione, l’avere un sistema produttivo basato sull’impresa manifatturiera "sarà alla fine un vantaggio". "Pensiamo che il nostro paese ha elementi di forza, pur in una crisi internazionale - ha detto Tremonti - Il sistema bancario italiano, a differenza di altri sistemi, è solido. Le prime due banche sono tra le prime 10 banche del mondo per capitalizzazione. Il sistema assicurativo italiano replica queste caratteristiche di solidità". Tremonti ha poi portato l’analisi sul fronte della famiglie italiane. "Le famiglie italiane sono molto meno indebitate e anzi hanno più risparmio e meno debito rispetto ad altre popolazioni in altri Paesi. E per inciso i provvedimenti dei mutui crediamo che più passa il tempo e più sarà considerato come fondamentale in questa strategia. Più passa il tempo e più si modificano le strutture dei tassi e sarà evidente la struttura a rata fissa del provvedimento". Tremonti ha poi sottolineato anche che "il sistema industriale italiano si è ristrutturato ed è passato verso una fase di criticità per l’ ingresso nell’euro. Ma per una buona parte si è ristrutturato".

Il rinnovo dei contratti In Finanziaria ci sono risorse sufficienti per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, secondo il ministro della Funzione pubblica, che annuncia come per il secondo livello di contrattazione sarà adottato dal 2009 il criterio del merito. "Ci sono le risorse per il fare un rinnovo onesto dei contratti dei dipendenti pubblici e per fare una contrattazione di secondo livello", ha detto Brunetta riferendosi all’articolo 2 del ddl Finanziaria esaminato ieri dal consiglio dei ministri in via preliminare per essere varato in settembre. Il ministro ha precisato che "dal 2009 cambieremo il modo di pagare i dipendenti pubblici, premiando il merito". La dote per gli statali, già stanziata nel dl alla manovra, ammonta a circa 2,8 miliardi.

Letta: "Grande rivoluzione" Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, decide, contrariamente al solito, di scendere in conferenza stampa a palazzo Chigi per dare atto al governo e al ministro dell’Economia Giulio Tremonti del «grande risultato» raggiunto con la messa a punto della Finanziaria 2009 già prima della pausa estiva. "È una vera rivoluzione - sottolinea Letta - una grande novità che rappresenta il primo passo verso la riforma della Finanziaria". "Desidero sottolineare un evento molto importante - afferma Letta - ogni anno si parla della necessità della riforma della Finanziaria ma poi si ripete lo stesso rito. Quest’anno, un passo deciso e forte è stato fatto, lo si deve al ministro Tremonti che ha saputo portare nel giro di pochissimi giorni, prima della rituale sessione di settembre, una riforma che ha rappresentato una grande novità, una rivoluzione". "È ovvio - aggiunge - che si incontrano malumori, problemi e difficoltà, ma lavorando ottimamente in squadra e tutti per lo stesso obiettivo abbiamo raggiunto un grandissimo risultato, un primo passo verso la riforma seria della Finanziaria". "È stato - sottolinea ancora Letta - un risultato record nei tempi" che anticipa anche "una grande stabilità".

Lo sfogo della Cgil "Il Governo sta programmando la perdita del potere di acquisto di 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici". Ad affermarlo è il coordinatore del dipartimento Settori Pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, in merito alla vicenda del rinnovo del contratti pubblici. Quanto previsto nel decreto 112, osserva Gentile, "e probabilmente confermato nella legge Finanziaria, rappresenterebbe solo quanto necessario per coprire l’inflazione programmata, 1,7% per il 2008 e 1,5% per il 2009, quando allo stesso tempo il governo certifica che a fine 2008 l’inflazione sarà pari al 3,4%". Questo significa, spiega Gentile, "che si sta programmando la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni di 3,5 milioni di dipendenti pubblici". Inoltre, aggiunge, "quanto ai 200 milioni di euro di cui parla il ministro Brunetta forse occorre ricordare allo stesso ministro, e al governo, che quelle risorse per legge e per le dichiarazioni dell’esecutivo sono destinate alla sola riduzione parziale dei tagli alla sicurezza introdotti con il decreto 112: non si possono vendere due volte le stesse risorse". Per tutto questo, conclude Gentile, "rimane in piedi il giudizio negativo e la mobilitazione unitaria a partire da settembre".