Tremonti vede rosa: "Nel 2010 pil sopra all'1%"

Il ministro dell’Economia: &quot;Può essere che chiudiamo il 2010 con un segno positivo del pil, l'1% oppure di più&quot;. Poi replica a Baldassarri: &quot;Non è possibile tagliare la spesa della sanità&quot;. E sui conti pubblici: &quot;Non torniamo al passato aumentando il debito&quot;<br />

Roma - La notizia che tutti attendevano è arrivata. La ripresa è dietro l'angolo. Lo fa sapere il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che parla anche di cifre: "Può essere che chiudiamo il 2010 con un segno positivo del pil, particolarmente positivo. L'1% oppure di più". Parlando all’assemblea degli industriali di Roma Tremonti ha evidenziato che "la cosa importante è che partivamo da un -6%".

Sanità, niente tagli Non è possibile tagliare la sanità: "Costa meno meglio della media europea e mediamente ha un rendimento superiore". Il responsabile dell'Economia replica così alle proposte di taglio alla spesa avanzate dal presidente della Commissione Finanze del Senato Mario Baldassarri. "Ma davvero pensate che si può tagliare la sanita? Davvero pensate che si può dire ad un lavoratore ti taglio l’Irpef ma ti taglio anche la sanità?".

Fisco, riforma a fine legislatura "Faremo al termine della legislatura anche la riforma fiscale che sarà rivolta al lavoro e alla famiglia". Il responsabile di via XX Settembre ha però precisato che la riforma fiscale sarà in una prospettiva lunga e con il vincolo del bilancio: "Ne ho iniziato a parlare con il presidente del Consiglio - spiega Tremonti - e continuerò a farlo". 

Province e Comuni: i costi Nella finanziaria ci sarà "una norma molto forte sul numero degli assessori, dei consiglieri comunali e provinciali". Tremonti la definisce una "norma malthusiana": sarà un norma sui costi della politica. Ma frena sull’ipotesi che l’eliminazione delle Province possa comportare, come si dice, un risparmio di 8 miliardi di euro. "Il costo politico delle Province è di 200-300 milioni perché puoi eliminare le province ma non puoi eliminare le strade e le scuole" ha detto il ministro sottolineando che "in ogni caso ci sarà una norma molto forte", la stiamo studiando per ridurre i costi della politica negli Enti locali.  

No a ricette da dottor Stranamore "Non ci sono ricette magiche e sarebbe poco responsabile dar credito ai guaritori, ai Dottor Stranamore e figure che si presentano con ricette salvifiche". Secondo il ministro, infatti, per mantenere il rigore dei conti pubblici e trovare risorse per lo sviluppo non esistono delle ricette magiche. "Ho letto - ha continuato Tremonti - che si può fare una grande manovra di bilancio a saldo invariato operando dei tagli. Un’apparizione magica e salvifica i tagli sono immaginati come trasferimento alle imprese che cuba 13,11 e 10 miliardi nel triennio e dietro ci sono le ferrovie, le poste, il trasporto locale non razionalmente tagliabili".  

Sì ai crediti d'imposta "Noi vi diamo i crediti d’imposta per la ricerca ma ve li gestite voi. Faremo un emendamento in finanziaria con una somma invariata o un pò aumentata - ha spiegato - sarà devoluta alla Confindustria e la gestisca lei".