Treni bloccati, ritardi di un’ora corse soppresse e vagoni-sauna

Un convoglio bloccato sui binari, treni in ritardo anche di un’ora, corse soppresse senza preavviso. La saga dei disagi che i pendolari della tratta Roma-Viterbo sono costretti a subire quotidianamente si arricchisce di un nuovo episodio. Alle 12.25 di ieri gli altoparlanti della stazione di Cesano hanno informato i passeggeri in attesa di raggiungere la capitale che «causa treno fermo in linea» i convogli da Viterbo e da Bracciano viaggiavano con quaranta minuti di ritardo.
L’annuncio, già piuttosto sconfortante, si è poi rivelato per certi versi addirittura ottimistico: alla fine sono stati registrati ritardi anche di un’ora. La denuncia proviene dal capogruppo della Democrazia Cristiana per le Autonomie alla Pisana, Fabio Desideri. «I pendolari - ha commentato - sono stati colpiti dall’ennesimo travaso di bile: nuovi guasti, nuovi contrattempi, mattinata sconvolta. Ultima chicca: il treno in partenza alle 13.38 da Roma è stato soppresso». Situazioni come questa, per gli habituée della FR3 Roma-Viterbo, sono all’ordine del giorno. La linea, lunga circa 87 chilometri, è a doppio binario solo fino a Cesano, dove si trova il capolinea del servizio metropolitano. Da lì a Viterbo il binario è unico. Un treno guasto in questo tratto significa il blocco dei collegamenti con la capitale. I ritardi, inoltre, si ripercuotono a cascata sul servizio urbano, tra Cesano e Ostiense. In questo tratto, in cui la ferrovia svolge anche la funzione di metropolitana di superficie, ieri si sono registrate frequenze di circa trenta minuti, contro i programmati quindici. «Le promesse di raddoppio della strada ferrata - ha dichiarato Desideri - si sono moltiplicate negli ultimi due anni, all’insegna della “cura del ferro” che avrebbe dovuto interessare i trasporti del Lazio. Ma la realtà è un’altra».
Come denunciano gli stessi utenti della linea ferroviaria in diversi siti internet, i treni sono vecchi e inadeguati alla mole quotidiana di passeggeri. Frequenti sono anche le soppressioni di corse serali, proprio quelle che consentono ai pendolari di far ritorno nelle proprie case. «Martedì sera, il treno delle 21.50 proveniente da Viterbo è stato cancellato. E poi, la ferrovia è lenta. Lentissima. Sulla carta la linea gestita da Trenitalia impiega poco meno di due ore per collegare il capoluogo alla capitale. Quella gestita da Met.Ro. ben due ore e cinquanta minuti. E dire che il treno che viaggia sotto la Manica congiunge Parigi a Londra in tre ore» ha detto ancora Desideri.
E mentre i viaggiatori della Roma-Viterbo aspettano il treno, quelli della Roma-Civitavecchia fanno la... «sauna». L’ironico commento proviene dal Comitato Pendolari Litoranea Roma Nord, che lamenta il malfunzionamento dei climatizzatori, costantemente fuori uso, nei treni che collegano Civitavecchia con Roma. Con disagi che diventano evidentemente insostenibili, con il caldo e l’afa di luglio.