Treni gelati in stazione, viaggiatori all’addiaccio

«Treni brutti, sporchi e cattivi», per i pendolari liguri è una notizia che non fa più notizia. Ma non s’era mai visto, da queste parti, che ci fossero treni brutti, sporchi, cattivi e anche immobili sui binari, com’è successo ieri, per molte ore, nel nodo di Genova «dove - ha chiarito, bontà sua, il Massimo Capotreno delle Ferrovie, l’amministratore delegato Mauro Moretti - s’è verificata una particolare situazione meteo di ghiaccio». Che però ha letteralmente sconvolto la circolazione ferroviaria fino al primo pomeriggio, quando i convogli hanno ripreso a viaggiare, pur con i «soliti» ritardi. Il gelo ha bloccato già nella notte la linea ferroviaria cittadina impedendo arrivi e partenze a Brignole e Principe. Tutta colpa del ghiaccio. In sostanza: il gelo ha coperto di ghiaccio i fili della linea elettrica delle linee ferroviarie genovesi bloccando tutti i treni. E i ritardi hanno raggiunto numeri record: 3 ore da Roma Termini, 4 e mezzo per Voltri, 5 ore per Torino. Ad aumentare il disagio c’è stata anche la mancanza di informazioni corrette, per i tabelloni e gli altoparlanti fuori uso. Le attese hanno costretto decine di passeggeri a passare ore sulle banchine per poi magari scoprire che il convoglio era stato soppresso o che il ritardo era diventato improvvisamente «indefinito». Il caos informativo ha regnato sovrano anche nelle biglietterie delle principali stazioni delle due riviere, in particolare nel levante, dalla Spezia a Chiavari e Rapallo.
«Una situazione incredibile a nostra memoria»: così il responsabile del Centro operativo esercizio rete di Genova e Torino di Rete Ferroviaria Italiana, Fabrizio Delogu, descrive l’emergenza. E aggiunge: «Prima di tutto si è congelata la linea di contatto dell’alimentazione dei locomotori che ha assunto uno spessore incredibile. Il gelo ha colpito anche gli scambi, il ghiaccio si è formato all’interno delle casse di manovra dei deviatori e lì non si è riusciti più di tanto a intervenire con la fiamma ossidrica, è stato necessario smontarli uno per uno. Comunque - ci consola Delogu - anche nel momento più critico sono stati fatti viaggiare 40 treni». Poi, però, ammette che «un treno proveniente da Roma è rimasto fermo a Quarto per problemi di trazione», e che «ci sono stati forti disagi per i passeggeri di un treno con auto al seguito diretto a Napoli, rimasto fermo alcune ore a Principe e poi a Brignole». Giustificazioni che non convincono neanche un po’ i pendolari, «infuriati - conferma il loro leader-portavoce, Carlo Palmieri - per la totale assenza di comunicazioni, con gli utenti abbandonati a se stessi sui binari. Per l'ennesima volta - conclude Palmieri - emerge una totale disorganizzazione nei momenti di emergenza che anche se dettati da eventi eccezionali non devono far venire meno il servizio pubblico. I viaggiatori hanno subìto ritardi anche di 500 minuti, convogli soppressi e abbandonati sui binari delle stazioni per ore, come il treno cuccette proveniente dalla Sicilia che dalle 4 del mattino è rimasto bloccato in stazione alla Spezia».
Intanto la Regione Liguria protesta: «Non abbiamo alcuna intenzione di pagare a Trenitalia un servizio che non è stato erogato. Siamo disposti anche al contenzioso perchè sappiamo che stiamo parlando di soldi dei contribuenti e non abbiamo intenzione di farci prendere in giro». È questa la furibonda dichiarazione dell’assessore ai Trasporti Enrico Vesco sui pesanti disagi ferroviari provocati dal maltempo. Con quale coraggio - si chiede l’assessore - l’ingegner Moretti dichiara che per viaggiare in treno è necessario munirsi di cappotto e panino? Ma si rende conto che si sta facendo beffe degli italiani?».