Treni, l’Alta velocità abbatte il muro dell’ora

Il Freccia Rossa completa la tratta inaugurale da Milano a Bologna in soli 58 minuti
a 300 chilometri all'ora. Berlusconi telefona all’amministratore
delegato di Fs Moretti: "Un segnale che fa ben sperare per il futuro"

in viaggio da Bologna a Milano

Signori in carrozza, invitano le hostess di Trenitalia avvolte in lunghi cappotti bianchi. Tutti a bordo della Freccia Rossa, l'ultima meraviglia ferroviaria, il treno superveloce che da questa mattina porterà da Milano a Bologna in un'ora e cinque minuti, e a Roma in tre e mezzo. Le Ferrovie proporranno «l'aereo su rotaie» come alternativa ai voli Milano-Roma: sul viaggio inaugurale di ieri pomeriggio fior di manager facevano i conti. Un'andata Alitalia open costa quasi 200 euro più i taxi per Linate e Fiumicino; per l'alta velocità ne basteranno 109 nelle ore di punta, ancora meno in altri orari (tariffe ulteriormente scontate nella fase di lancio), senza code al check in, valigie da svuotare, cinture da allacciare, con la possibilità di smanettare su telefonini, computer, internet, e di verificare sull'iPhone se davvero stai volando a 303 all'ora come è scritto sui pannelli elettronici sopra le porte scorrevoli. «Non riprenderò l'aereo nemmeno quando Alitalia ricomincerà la manutenzione degli apparecchi», garantisce un ex «frequent flyer» che diventerà pendolare Trenitalia.
I pendolari normali sono accalcati alle transenne della Centrale di Milano a protestare contro le Ferrovie. Non li placa né il fascino dei treni veloci, ridipinti di un evocativo rosso Ferrari, né i marmi immacolati della stazione ristrutturata. Giorno di gloria anche per l'edificio riportato ai fasti del 1931, benché i negozi siano chiusi, alcune scale mobili ferme e la connessione con la metropolitana ancora da completare. I vertici delle Fs, presidente Innocenzo Cipolletta e amministratore delegato Mauro Moretti, sono comunque soddisfatti del loro sopralluogo. Entusiasta anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che al termine della cerimonia ha telefonato a Moretti complimentandosi: «La nuova linea ferroviaria e la stazione rinnovata sono un importante segnale che fa ben sperare per il futuro del Paese».
Per l'inaugurazione dell'alta velocità Milano-Bologna, Trenitalia ha fatto le cose in grande. Centinaia di inviti a vip delle due città, ricevimento nel rinfrescato Atrio delle carrozze in Centrale, concerto della banda dei carabinieri, fuochi d'artificio, e un viaggio inaugurale assolutamente irripetibile, e non solo perché di inaugurazione ce n'è una sola. Il convoglio parte addirittura in anticipo, a bordo vengono offerte bevande e snack, poliziotti sfilano senza sosta lungo le carrozze, il personale Trenitalia sovrabbonda. Quello che anche i passeggeri non vip potranno sperimentare da oggi è l'ebbrezza di sfrecciare a 300 all'ora senza scossoni, come se il treno scivolasse sull'olio, senza più quel tutùn tutùn che poteva indispettire, conciliare il sonno, oppure ricordare i viaggi dell'infanzia.
A Melegnano la Freccia rossa è già lanciata a 180 orari, quando imbocca la galleria di Casalpusterlengo viaggia a velocità di crociera, il ponte sul Po devi accontentarti di ammirarlo sulle brochure delle Fs perché dal finestrino non lo vedi. A metà strada, nelle campagne reggiane di Gattatico, c'è pure il finto imprevisto di una sosta che offre ai tecnici di Trenitalia l'opportunità di spiegare i segreti dell'ingegneria applicata alla strada ferrata: «Il sistema ha dato un segnale di emergenza fermata che viene affrontato mediante modulistica dal posto centrale».
Il supertreno viene teleguidato dalla stazione di Bologna dove arriva alle 17,28 invece che alle 17,25. Ma i tre minuti di ritardo non tolgono il sorriso al sindaco felsineo Sergio Cofferati, vecchio compagno di sindacato di Moretti, che un quarto d'ora dopo indossa il berretto rosso di capostazione e fischia il ritorno verso Milano. Dove la Freccia rossa arriva con cinque minuti di anticipo.
Tutto a meraviglia, insomma, per gli ospiti dei vertici Fs: i sottosegretari Gianni Letta, in rappresentanza del premier, e Roberto Castelli, il commissario europeo ai trasporti Tajani, i governatori Formigoni ed Errani, i sindaci Moratti e Cofferati, parlamentari delle due regioni, i vecchi amministratori delle Fs, i tanti imprenditori coinvolti nella costruzione di questa grande opera tutta italiana che, come ha detto Moretti, ambisce a «riequilibrare il sistema dei trasporti in Italia: auto per le brevi percorrenze, treno per le medie e lunghe, aereo per le lunghissime».
Il maquillage di Trenitalia coinvolge anche i tabelloni elettronici degli orari. Alle 19.05, mentre il binario della Freccia rossa si svuota, i grandi pannelli della Centrale segnalano che non sono ancora arrivati gli Intercity delle 18 e delle 18,50 da Napoli, l'Eurostar delle 18,55 da Bari e quello delle 19 ancora da Napoli. Non è nemmeno indicato a quale binario approderanno. Ma soprattutto è vuota la colonna che indica i ritardi. Che ci sono, ma non si vedono.