«Treni, musei e tv gratis per chi ha più di 70 anni»

Adalberto Signore

da Roma

Sono passati esattamente quindici giorni da quando, tirando un sospiro di rassegnazione, Silvio Berlusconi aveva quantificato la distanza tra Cdl e Unione con un nome. Quello di Carlo Fatuzzo, sconosciuto ai più ma, secondo le prima anticipazioni del sondaggio americano commissionato dal premier, determinante nel costringerlo a rinviare l’annuncio del tanto agognato sorpasso. Fatuzzo, leader del Partito dei pensionati, aveva infatti deciso di passare con il centrosinistra. Ma senza essere seguito dalla Consulta del partito.
Carta d’oro. E a Palazzo Wedekind Berlusconi si rivolge proprio a loro. In un incontro dai toni confidenziali e senza lesinare battute, il premier lancia il suo pacchetto per i pensionati: rivalutazione delle pensioni in modo «da tener conto della effettiva perdita di potere della moneta», innalzamento delle minime a 800 euro in un anno o due, eliminazione delle liste d’attesa negli ospedali, istituzione di un infermiere di base. E ancora: una carta d’oro per le persone sopra i 70 anni che potranno andare gratis allo stadio, al cinema, al museo e sul treno. Ma non basta, saranno gratis anche il cane (un bonus per i pensionati che hanno bisogno di un animale domestico) e il canone (non pagheranno più l’abbonamento tv).
Giovinezza. Berlusconi non risparmia le battute («la giovinezza - dice con un sorriso alla platea dei pensionati - è una categoria dello spirito, non un fatto anagrafico») e si esibisce pure in un siparietto goliardico. Così, quando un cellulare inizia a squillare inistentemente, raggiunge in prima fila il suo proprietario e la butta lì: «Generale, chi è che la chiama, la sua morosa? Allora perché non risponde?». Poi prende il telefonino e simula una conversazione: «Ciao, come stai? Quanti anni hai? 27! Allora - si rivolge al generale - la capisco, fa bene a non rispondere...». C’è spazio anche per una barzelletta rivolta al centrosinistra: «Su di noi dicono cose cattivissime. In Transatlantico gira questa storiella: “Ci sono due esponenti del centrodestra che si sfidano a chi fa la pipì più lontano. Il primo dice all’amico: mi dispiace me la sono fatta sulle scarpe. E l’altro: va bene, hai vinto”».
La sedia vuota. Alla presentazione del libro del ministro della Giustizia Roberto Castelli (Maledetto ingegnere), i toni sono invece più duri. Soprattutto verso Romano Prodi che «scappa, scappa, scappa». Del confronto tv, insiste il premier, «ha una paura assoluta, è veramente patetico». E se non dovesse presentarsi, dice, allora «non ci saranno due incontri, ma due monologhi, con una sedia vuota». Poi torna sulla battuta del Professore a proposito della «sedia vuota»: «Non ci salirò, perché non penso di essere più piccolo di quel signore lì».
Sondaggi. Poi, torna sulla querelle dei sondaggi. «Secondo gli ultimi dati in mio possesso - spiega - Forza Italia è al 25,4». «Ma noi - aggiunge - pensiamo di fare il 30». Insomma, il «caso Calderoli», spiega, non ha avuto un impatto negativo in termini di voti, «anzi, siamo in progressione».
Rapporto cordiale. Tra An e Lega, aggiunge riferendosi alla polemica tra Gianfranco Fini e Castelli, «non mi risultano problemi». «Il rapporto - dice - è molto cordiale fra tutti». Poi, ha parole di elogio per il Guardasigilli: «Se un uomo è attaccato da tutti non può che essere un uomo di valore». Sulle dimissioni del ministro delle Riforme, invece, nell’intervista a Al Jazeera registrata martedì ribadisce quanto detto nei giorni scorsi: «La Lega è stata d’accordo con me, Calderoli ha capito, ha accettato e le dimissioni sono state date immediatamente».
I «piccoli». In vista della scadenza dei termini per le liste elettorali, Berlusconi incontra poi molte delle formazioni minori che si dovrebbero alleare con la Cdl firmandone il programma. Tra questi, i Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova, Alternativa sociale di Alesandra Mussolini, la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, No euro di Gianluca Nocetti, il Partito dei pensionati, Progetto natura (lista di cacciatori e pescatori), Sos Italia consumatori, i Verdi, verdi, il Patto per la Sicilia e i Repubblicani italiani. L’apparentamento dovrebbe essere annunciato oggi pomeriggio a via dell’Umiltà.
Il programma. Prosegue, intanto, il lavoro di Giulio Tremonti (Forza Italia), Marco Follini (Udc) e Silvano Moffa (An) sul programma della Cdl. Che, quasi certamente, ridimensionerà la querelle sulle tre punte. «Gli alleati collegati nella coalizione della Casa delle Libertà che si candidano a governare - si legge infatti nella bozza - depositano il seguente programma dichiarando di indicare nella persona dell’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’unico capo della coalizione». Il testo è stato consegnato ieri sera al premier e, probabilmente, sarà oggetto di limature per tutta la notte. Per il momento è di appena venti pagine e comprende un preambolo, la lista delle cose da fare nei prossimi cinque anni e un focus su dieci temi specifici (dalla famiglia al Sud, dall’economia alla sanità per finire con la giustizia). Tra le novità, la portabilità gratuita del conto corrente. Secondo la bozza, infatti, «per far crescere davvero la competizione bancaria», sarà introdotto, «come per i telefonini», «il principio della libera, immediata e gratuita portabilità del proprio conto da una banca all’altra». Nessun riferimento esplicito, invece, all’atteggiamento da tenere nel referendum confermativo della devoluzione, uno dei cinque punti cui il Carroccio ha «condizionato» la sua permanenza nella Cdl. Ma il premier è ottimista: «L’ho già firmato, ora lo deve sottoscrivere la Lega» e «devono firmare gli altri». «Ma - assicura - è tutto a posto, tutto secondo previsioni».