Treni, nel 2008 dimezzati i fondi alle Nord

Rapporto della Corte dei conti. La Regione ha ridotto i finanziamenti alla rete ferroviaria del 54%.
La società chiude col bilancio in attivo. <a href="/a.pic1?ID=316335" target="_blank"><strong>Più vagoni, nuove linee: così il Pirellone spende i soldi dei lombardi
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Le buone notizie per il 2009 potrebbero arrivare dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. È il nuovo contratto di servizio che la Regione Lombardia conta di firmare con Trenitalia, e da cui dovrebbero derivare fondi maggiorati di quasi il 50 per cento. Qualcosa come 60-65 milioni di euro. A questi, se ne aggiungeranno altri 20 che il Pirellone intende mettere sul piatto delle infrastrutture regionali. Finanziamenti che avranno ricadute positive sul sistema di trasporto ferroviario lombardo, e - quindi - su una rete utilizzata ogni giorno da migliaia di pendolari. Ma che arrivano dopo un anno di vacche magre. Nel 2008, infatti, i fondi per le Nord sono stati più che dimezzati. Il dato è quello della direzione centrale Affari istituzionali della Regione, e contenuto nel rapporto annuale della sezione controllo della Corte dei conti sull’«esternalizzazione dei servizi, con particolare riguardo alle società partecipate dalla regione Lombardia». Il capitolo «erogazioni» è una medaglia a due facce. Da un lato, i finanziamenti per il 2007. Scrivono i magistrati contabili che «sono stati caratterizzati da una sensibile variazione in aumento rispetto all’anno precedente (+ 383%), in particolare nei confronti di Finlombarda spa (+780%) e infrastrutture Lombarde spa (+440%). Le Ferrovienord spa non hanno fatto eccezione. Lo scorso anno, gli stanziamenti erogati dal Pirellone alla holding (che ha come azionista di riferimento proprio la Regione, con il 57,57 per cento del pacchetto azionario, diviso per il resto tra Ferrovie dello Stato con il 14,74%, Aurelia spa col 3,07%, e altri azionisti al 24,6%) sono quasi raddoppiati rispetto al 2006: da 156,8 milioni di euro a più di 300. È il picco. Poi la tendenza si è radicalmente invertita. Nel 2008, infatti, le erogazioni regionali si sono ridotte del 54 per cento, fermandosi a 139 milioni di euro. Oltre 162 milioni in meno rispetto al 2007. Ma anche al di sotto degli anni precedenti: 17 milioni in meno del 2006, e 15 in meno del 2005. E questo, nonostante il bilancio dello scorso anno si sia chiuso con un utile di quasi 4 milioni di euro. Ma il 2008, in realtà, è stato l’anno dei tagli generalizzati alla spesa per le partecipate. Da un totale di 3 miliardi e 245 milioni del 2007, infatti, si è passati a poco più di 375 milioni. Una flessione dell’88 per cento. Ma anche 300 milioni meno del 2006 e 70 del 2005. Tagli, in particolare, a Finlombarda (-98%), Cestec (il Centro lombardo per lo sviluppo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese, meno 82%) Federfidi (-100%), e di Navigli lombardi (-29%), unica delle società a subire perdite negli esercizi del 2005 (oltre 1,5 milioni di passivo) e 2006 (meno 1,6 milioni), e con un utile di soli 3mila e 300 euro per il 2008. Ora, almeno per quanto riguarda la rete ferroviaria, si apre un nuovo capitolo per gli stanziamenti. «Se Trenitalia dice che le regioni devono mettere più soldi - aveva commentato pochi giorni fa Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e mobilità della Lombardia, al termine del tavolo per il trasporto pubblico locale convocato dalla regione con province, comuni, associazioni, imprese e sindacati - ci aspettiamo molta più qualità e molti più servizi». Lo stesso auspicio di chi, ogni giorno, fa i conti con le inefficenze del sistema ferroviario.