Il trenino di Casella festeggia 76 anni

Paola Setti

Se potesse parlare racconterebbe di giorni lontani, ammaliando come un nonno ancora vispo. I viaggi nel sole, su su fino a Rimini, erano gli anni Trenta delle signore dai larghi cappelli e dalle gonne a grandi balze, lui era appena nato, classe 1932. La paura della guerra, il Comando Alleato che per sbaglio nel 1944 bombarda la neutrale Repubblica di San Marino, lui che si rifugia nelle gallerie e si salva. E poi quei lunghi anni, 60 per arrivare fino a qui, giorno e notte senza un tetto sulla testa, sole e pioggia, freddo e caldo e lui sempre lì, sui binari della sua lunga, affascinante vita. C’è voluto un po’ per convincerlo a venire fino a qui, che su quei binari mai più utilizzati fra San Marino e Rimini una robinia gli era cresciuta attorno e non lo voleva lasciare andare. Alla fine eccolo lì, il vagoncino F23, una nuova casa sulla ferrovia Genova-Casella, forte di una corteccia che nonostante tutto non ha mai ceduto e di un restauro alla Cmf di Strevi, in quel di Alessandria (...)