Trenitalia, biglietti controllati anche «a terra»

Giù dal treno e dritti in ufficio? Non più. Da oggi i pendolari lombardi dovranno rallentare il passo. Prende il via, dalla stazione di Porta Garibaldi, una nuova campagna anti «portoghesi»: per la prima volta biglietti e abbonamenti saranno controllati a terra, alla discesa dal treno.
I pendolari che stamane dalle 7 alle 9 arriveranno a Porta Garibaldi troveranno la squadra di dirigenti di Trenitalia e agenti della Polfer addetti all’ispezione. Il passeggero dovrà incanalarsi nelle file delimitate da nastri colorati. Per chi è in regola, l'uscita sarà più o meno immediata. Il popolo dei trasgressori resterà invece incolonnato: da una parte chi paga subito (ed esce subito), dall’altra chi lascia i dati (e aspetta) per versare il denaro in seguito.
Trenitalia, così, spera di scoraggiare i furbi. «La stima è che a viaggiare senza biglietto sia il 3-4 per cento dei pendolari, con una punta del 7 sulla Milano-Novara e sulla Milano-Varese - spiega l’azienda -. Non si tratta di numeri alti, ma puntiamo comunque a recuperare qualcosa per il bilancio. Ed è una forma di giustizia verso i viaggiatori onesti».
La campagna riguarda solo i treni regionali di Trenitalia, sui quali viaggiano ogni giorno 300mila lombardi. Dopo la stazione Garibaldi, i controlli a terra si vedranno in Centrale e nelle principali stazioni lombarde, da Rho a Gallarate fino a Lecco e Pavia. Segreto, per ora, il calendario: «Altrimenti che controlli sarebbero? Dopo le verifiche “a terra” del mattino, la nostra “squadra” viaggerà per il resto della giornata su tutte le linee, sempre a caccia di chi viaggia senza pagare».
La multa, per chi sgarra, è di 25 euro più il costo del viaggio. Da qui il consiglio: «Conservate il biglietto fino a quando uscite dalla Stazione» dicono a Trenitalia, che esclude lunghe «code da controlli» nelle stazioni: «Abbiamo fatto diverse prove, i pendolari in regola non perderanno tempo per colpa dei controlli. Le corsie saranno ricreate in ogni binario dove sta per arrivare il treno regionale. E se questo è in ritardo? Si userà il buonsenso».
Ma i viaggiatori sono scettici. «Quello dei biglietti è l’ultimo dei problemi - racconta Alessandro Pelegatta del comitato pendolari Milano-Novara -. I controlli a terra rischiano di far perdere un sacco di tempo a chi magari è sceso da un treno in ritardo. Se lo vede il pendolare da vent’anni in coda? Il vero problema, per noi, è il sovraffollamento delle carrozze».