Trenitalia sotto accusa: «Dirama falsi annunci»

Plinio (An) scrive al vicepremier Fini: «Bisogna rimuovere i responsabili dei disagi»

Ferrovie in pieno caos, e viaggiatori sul piede di guerra, pronti a clamorose azioni di protesta per mettere fine ai disservizi che anche ieri hanno impedito di raggiungere in tempo i posti di lavoro. E mentre il capogruppo di An in Regione, Gianni Plinio, sollecita la rimozione dei vertici liguri di Trenitalia, si allontanano sempre di più le posizioni di sindacati e della stessa Trenitalia, dopo il clamoroso nulla di fatto che ha contrassegnato l’incontro convocato in prefettura per tentare una mediazione. L’oggetto del contendere riguarda l'utilizzo del sistema di sicurezza Vacma, che richiede al macchinista di premere un pedale ogni 55 secondi per attestare il suo stato di attenzione: i sindacati considerano questo sistema di sicurezza obsoleto, dannoso per la salute dei lavoratori e non certificato dalle strutture sanitarie nazionali, i responsabili delle Ferrovie accampano inderogabili ragioni di sicurezza. Dall'inizio del mese sono stati una quindicina i treni soppressi per la protesta dei ferrovieri contro l'utilizzo del pedalino. Intanto l’onorevole Egidio Banti (Margherita) interroga il ministro dei Trasporti per sapere se notizie non vere date via altoparlante in stazione possano qualificarsi come falso in atto pubblico: «La vicenda - riferisce Banti - mi ha visto personale testimone. Con parecchi altri passeggeri siamo a Sarzana in attesa del diretto da Savona per Pisa delle 9,12. A un certo punto, l'altoparlante annuncia un ritardo (modesto) di un quarto d'ora. Ma aggiunge: causa eccessivo affollamento di passeggeri. Passa il quarto d'ora, e il solito altoparlante annuncia progressivi ritardi: 20, 30, 35 minuti. Sempre con la medesima motivazione. Quando finalmente il diretto arriva, do un'occhiata alle carrozze: sono semivuote, altro che eccessivo affollamento di passeggeri. Quella di prima classe è addirittura deserta. Insomma, i treni arrivano in ritardo e si dà la colpa ai... passeggeri, che sarebbero troppi». «Trenitalia è un paziente fuori controllo» tuona il presidente dell'Assoutenti Liguri e del Coordinamento dei pendolari Furio Truzzi. Il legale dell' Assoutenti, l'avvocato Giuseppe Maria Gallo, presenterà un esposto in procura perché l' autorità giudiziaria valuti se siano ravvisabili estremi di reato per pubblico servizio. L'onorevole Gabriella Mondello (Forza Italia) si è attivata per la convocazione del coordinamento dei pendolari liguri alla Commissione Trasporti della Camera, per la settimana prossima. Plinio, dal canto suo, spara a zero e scrive al vicepremier Gianfranco Fini: «Il disservizio ha raggiunto livelli così esasperati che la situazione rischia di degenerare in problema di ordine pubblico. Non si può consentire che i malcapitati passeggeri, lavoratori dipendenti, studenti, anziani siano costretti a sobbarcarsi disagi e difficoltà senza che nessuno ci metta rimedio. Chi ha sbagliato è giusto che paghi». Infine gli assessori regionali ai Trasporti di Liguria e Piemonte, Merlo e Borioli, si dicono «pronti a restituire allo Stato le deleghe che sono state date per abbandono» e chiedono un confronto straordinario col governo.