Treno veloce? Pensate prima ai pendolari

Leggo che alcuni deputati dell'Ulivo hanno indicato come «infrastrutture indispensabile allo sviluppo del paese» una serie di opere tra cui il Terzo Valico.
Non sono d'accordo.
La Liguria ha tanti problemi, in primo luogo di carattere sociale ma anche inerenti le politiche dei trasporti e della mobiilità.
E non mi riferisco solo alla mobilità delle merci ma anche a quella delle persone. Basti pensare al calvario quotidiano di decine di migliaia di lavoratori e studenti pendolari. Questa situazione complessa va affrontata sapendo mettere in campo una politica di svolta nell'ambito dei trasporti e non illudendosi che sia sufficiente riproporre ipotesi, come quella del Terzo Valico, che non sono peraltro condivise da molta parte dellla comunità locale.
Vorrei far notare che i sostenitori della necessità di realizzare il Terzo Valico si basano sulla previsione di un aumento esponenziale della movimentazione di teus che non ha alcun riscontro oggettivo.
È, appunto, un'ipotesi tesa a giustificare la realizzazione di un'opera costosa, che determinerebbe ricadute negative sull'ambiente e sulla vivibilità del territorio interessato e che potrebbe essere pronta non prima di 15-20 anni.
Un tempo talmente lungo da rendere impossibile qualsiasi stima sull'effettiva situazione che potrebbe determinarsi.
Penso invece che occorra potenziare le linee attualmente esistenti ed intervenire sul nodo di Genova in modo da aumentare in modo già molto significativo la capacità delle linee, spendendo molto meno e in tempi più brevi.
L'idea di creare un enorme imbuto indirizzando le merci scaricate in tutti i porti della Liguria verso un'unica strozzatura è, d'altra parte, priva di senso dal punto di vista trasportistico e semmai bisognerebbe cercare di utilizzare più corridoi (Savona, Genova, La Spezia) che permettano di far viaggiare le merci in parallelo, anche per evitare che un singolo incidente possa paralizzare i traffici.
Insomma, mi sembra che il tormentone sul Terzo Valico, più che il frutto di una «necessità», sia il prodotto di una gigantesca illusione della quale alla fine potrebbe beneficiare solo la speculazione immobiliare e non certo il territorio ligure.
Deputato Prc-Se Liguria