Da trent’anni assetati di spazio

Memorie sempre più grandi, computer sempre più piccoli. Non solo i «mainframe» degli anni ’60, grandi come stanze. Nel 1977 Commodore lancia il primo computer da casa, il Pet, 4 kilobyte di memoria. I dati vengono salvati su musicassette. Per ritrovare le informazioni, però, bisogna riavvolgerle fino al punto in cui sono state memorizzate. Da allora la sete di «memoria» non si ferma più, come previsto da Gordon Moore, inventore dei primi «microchip» al silicio. Moltiplicando la capacità per mille, si passa dal kylobyte al megabyte. E oggi la norma è il gigabyte, un milione di volte la capacità dei Commodore. Il terabyte è già tra noi. I prossimi passi? Petabyte ed Exabyte.