Trent’anni di inchieste sempre sotto i riflettori

Gherardo Colombo nasce a Briosco, in provincia di Milano, il 23 giugno 1946. Consegue la maturità classica, si laurea in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano nel 1969, e dopo un periodo da supervisore alla Ras entra in Magistratura. È il 1974 e l’inizio di una carriera che lo vedrà protagonista di molte inchieste da riflettori puntati, dal delitto Ambrosoli ai processi Imi-Sir e Lodo Mondadori-Sme. È lui stesso a riassumerle, quando, due giorni fa, rabbioso annuncia di voler sbattere la porta: «Vogliamo essere spietati? Mi sono occupato di loggia P2, fondi neri dell’Iri, Tangentopoli. Risultato? Tra prescrizioni e altro si è arrivati a una riabilitazione complessiva di tutti coloro che avevano commesso quei reati». Colombo è stato giudice istruttore della VII sezione penale della Corte di Milano dal ’75 al ’78 e giudice per le indagini preliminari dal ’78 all’89, quando è diventato pubblico ministero alla Procura di Milano. È stato consulente di due commissioni parlamentari di inchiesta, quella sul terrorismo in Italia e quella sulla mafia. Oggi è giudice in Cassazione. Le sue dimissioni saranno effettive dal 7 maggio prossimo, 15 anni prima dell’età pensionabile.