Trenta piccoli grandi film per liberare l'uomo

Esce <em>All Human rights for all</em>, film collettivo di trenta registi italiani che documentano come i trenta articoli della Dichiarazione siano ancora, in molti casi, lettera morta

Sono passati dieci anni dall’uscita del film collettivo Intolerance che vide impegnata buona parte dei cineasti italiani per celebrare i 50 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani, sancita dall’assemblea delle Nazioni Unite a Parigi il 10 dicembre del 1948. Un atto celebrativo che ricordava l’urgenza di alcuni nodi irrisolti che quella dichiarazione di principio solennemente si auspicava venisse superata. In questi dieci anni, però, l’umanità non ha fatto propriamente “passi da gigante” verso la piena accettazione dei diritti inalienabili dell’uomo (di qualsiasi uomo).

Ed è per questo che i nostri registi hanno deciso di ritornare dietro la macchina da presa per promuovere una nuova campagna di sensibilizzazione. In trenta hanno accettato l’invito di Roberto Torelli, documentarista romano già direttore del Festival dei diritti umani sostenuto dall’Onu. Trenta registi per trenta cortometraggi. Trenta autori per dare una visione artistica e di forte impatto emotivo ai trenta articoli di cui è composta la Carta dei diritti umani. Un lavoro lungo e paziente che ha visto la partecipazione di nomi illustri del nostro cinema (da Carlo Lizzani a Luciano Emmer, da Francesco Maselli a Daniele Luchetti), al fianco di giovani promesse già ricche di talento (Saverio Di Biagio, Marina Spada e Fausto Paravidino, solo per cirtarne alcuni).

Ed è così che è nato All Human Rights For All, film collettivo no-profit che si avvale del contributo di Rai Cinema e di tante amministrazioni locali, che hanno messo a disposizione location e mezzi per la realizzazione dei cortometraggi, e soprattutto dell’adesione in massa di tutte le maestranze del settore, chiamate a un lavoro collettivo se pur di genio. Raitre poi, a partire sempre da oggi, trasmetterà i 30 corti del film nei principali programmi della rete, in tutte le fasce orarie, per due settimane consecutive, invitando in studio registi e attori. Un coinvolgimento di tutto il palinsesto che garantisce al film di raggiungere molte decine di milioni di telespettatori. All Human Rights For All sarà poi anche distribuito dall’Arci - Ucca nei circoli cinematografici e in tutte le città e province italiane.
Contemporaneamente alla promozione del film collettivo, la campagna della Dichiarazione dei diritti umani si articolerà in una serie di manifestazioni in tutta Italia fino alla fatidica data del 10 dicembre con convegni, concerti e rassegne cinematografiche.

Cos’è la Dichiarazione universale dei diritti umani In quanto Dichiarazione di principi dell’Assemblea generale, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell’organizzazione. Tuttavia ai diritti ed alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell’ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili alle stregua di principi inalienabili del diritto internazionale generale. La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’essere umano.