Trentamila imprese di famiglia rischiano di chiudere i battenti

Sono cinquantamila in tutta la regione e trentamila nella sola città di Milano le imprese di famiglia che rischiano di chiudere i battenti. Colpa, neanche a dirlo, della crisi economica. Una crisi che non solo mette in forse migliaia di posti di lavoro, ma che rischia di porre fine ad esperienze imprenditoriali che sopravvivono da diverse generazioni.
La fotografia della potenziale incidenza della crisi sulla possibilità di sopravvivenza della imprese milanesi a gestione familiare è stata tracciata per conto della Camera di commercio di Milano dall'unità indagini demoscopiche di Cedcamera, che fa parte della stessa associazione camerale e ha coinvolto nella ricerca un campione rappresentativo di 303 imprese di Milano e provincia.
Dall’indagine emerge quindi che a Milano e in Lombardia ogni anno, tra assunzioni e creazione di piccole imprese, circa un giovane su dieci trova lavoro nell'azienda di papà. Nel solo capoluogo sono sedicimila i «passaggi di mano» da padre a figlio, quasi l'11,5 per cento dei circa 140mila nuovi posti di lavoro creati ogni anno nel settore privato.
In questo panorama, i riflessi delle attuali difficoltà economiche potrebbero determinare nel breve periodo la perdita di ottomila posti di lavoro, tra i quali quelli per i figli. E le conseguenze, agli imprenditori milanesi, sono drammaticamente evidenti. Sebbene dall'indagine camerale emerga l’ottimismo di un’azienda su tre, se la crisi si aggraverà una su quattro prevede di non riuscire a completare il passaggio generazionale e di dover chiudere prima.
Il passaggio da padre a figlio è un fenomeno tipicamente italiano e, nel panorama nazionale, la Lombardia la fa da padrona: il posto di lavoro come risultato della successione nell'impresa di famiglia è diffuso soprattutto a Pavia e Mantova, dove pesa per il 15 per cento sui posti di lavoro del settore privato. A Milano, dove le aziende a conduzione familiare sono 270mila e 133mila quelle che prevedono di attuare prossimamente il passaggio tra generazioni, questo tipo di gestione «ereditaria» crea per l'economia un vantaggio competitivo di oltre trecento milioni ogni anno.
«La Camera di commercio - ha affermato il presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli - è attenta ad investire sulle imprese per la vera ricchezza del territorio: il capitale umano». A partire, precisa Sangalli, «dalle imprese di famiglia che durano diverse generazioni e che caratterizzano il tessuto economico milanese, ma anche lombardo e nazionale».
La Camera di commercio ha anche realizzato «Pacchetto generazionale», un libro e un gioco di società di sfida tra imprese di famiglia per sopravvivere sul mercato. Entrambi si possono stampare gratuitamente dal sito internet www.mi.camcom.it.