Trent'anni di vita italiana tra storia, musica, sport e letteratura

È in libreria «Patria 1978-2008», mille pagine in cui si ricorda e si racconta come è cambiata l'Italia e gli italiani tra gli eventi più significativi e gli scorci di quotidianità

Roma, marzo 1978, via Camillo Montalcini. In un appartamento un signore di 61 anni con quattro costole rotte sta per subire il processo dal tribunale del popolo. Quel signore è Aldo Moro.
Castel Volturno, novembre 2008, Una cantante di colore nota in tutto il mondo muore dopo l'ultimo concerto, stroncata da un malore come riporta il sito web del «Giornale», forse il primo sulla notizia. Quella cantante è Miriam Makeba.
L'epigrafe è un ammonimento: «Pensateci bene cari amici. Siate indipendenti. Non guardate al domani, ma al dopodomani». Firmato: Aldo Moro. Lettera a Benigno Zaccagnini dalla prigione del popolo.
Comincia e finisce così il racconto di trent'anni di vita italiana rievocati fra cronaca e storia da Enrico Deaglio («Patria 1978-2008», Il Saggiatore, pp.912, 22 euro) in un volume che in realtà promette di non finire mai. Una clausola, prima dell'elenco dei nomi, invita tutti a porgere il loro contributo, inviare resoconti, aneddoti e suggerimenti; magari anche critiche perché no? Qualcosa che vi aspettavate di trovare e che è sfuggito dalla mente e dalla penna dell'autore. Per questo è stato aperto un sito a disposizione di tutti. L'indirizzo però non lo scriviamo, il libro va letto e bisogna arrivare in fondo. È una scommessa con se stessi. E se proprio proprio non si riesce a gustarlo tutto, almeno va sfogliato e letto a tratti.
Come in una galleria, come in un ricordo che snocciola sei lustri della nostra vita, non si sa se i migliori, certo i più recenti. E non c'è spazio soltanto per la politica per quanto le rievocazioni siano tante, molti i discorsi (i più celebri) riportati per intero, le annotazioni riprodotte, i rimandi puntuali. Perfino i numeri delle votazioni parlamentari per le elezioni di presidenti e la caduta di governi. Non solo politica, dunque. Ma anche musica, letteratura, sport. Ogni anno inquadra le canzoni e i cantautori che ne hanno caratterizzato il periodo, talvolta vengono riproposti pure i testi di quei brani musicali. Eguale spazio viene riservato agli scrittori e ai loro libri. Volumi che hanno fatto epoca, testi caduti nell'oblio ma non per questo meritevoli di dimenticanze. Eppoi i due mondiali vinti: 1982 e 2006. Calciopoli e la fine di un calcio che non faceva onore al calcio.
Trent'anni in mille pagine raccontati con il piglio leggero del giornalista che sceglie talvolta anche fatterelli meno eclatanti, episodi che la memoria metabolizza nella vita quotidiana ma che restano momenti fondamentali per inquadrare un'epoca. Oltre naturalmente ai fatti capitali, quelli che restano nei libri di storia: l'attacco delle Brigate rosse allo Stato, il primo presidente del Consiglio non democristiano, le guerre (Falkland, Afghanistan, Medio Oriente, Golfo Persico, ex Jugoslavia) raccontate perché in un mondo che si va globalizzando tutto è patrimonio di tutti, Tangentopoli, la lotta contro la Mafia (le morti di Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino; gli arresti di Riina, Di Matteo), la parabola della Lega Nord, il problema dell'immigrazione. E i delitti, tanti, spesso ancora irrisolti. Mentre muoiono, nel tempo, perfino i sospettati. E forse la verità non si saprà mai per intero.
Un modo per rivivere trent'anni della nostra storia tra luci e ombre, quelle che ci commuovono e quelle che ci rattristano, quelle che svegliano la nostalgia e quelle che, sì, quelle che nessuno avrebbe mai voluto vivere.