Trentino in rosso ma il dentista non si paga

La provincia stanzierà 22 milioni di euro l'anno per finanziare l'assistenza odontoiatrica. La Regione ha però un disavanzo di 1,6 milioni di euro. Per anziani, bambini e meno abbienti tutto gratis, inclusa l'igiene orale

Per i cittadini della Provincia di Trento sicuramente è una buona notizia. Per i contribuenti del resto d’Italia, meno. Da settembre, per minorenni, anziani e famiglie meno abbienti, le cure dentistiche saranno gratuite.

A stabilirlo è una delibera approvata venerdì scorso dalla Provincia che, per garantire la salute dentale dei trentini, stanzierà la bellezza di 22 milioni di euro all’anno. «Vogliamo fare in modo che l’intervento odontoiatrico sia considerato al pari di altri servizi - spiega l’assessore provinciale alle Politiche per la salute Remo Andreolli -. Questa è una delibera che cambierà la salute della bocca dei cittadini».

Un obiettivo più che lodevole. Peccato però che l’operazione, con cui si attua una legge provinciale del 2007, vada a gravare su una situazione dei conti non proprio rosea. Le Province di Trento e Bolzano, tradizionalmente considerate un esempio virtuoso di autonomia finanziaria, vantano infatti un disavanzo complessivo tra spese e gettito fiscale pari a oltre 1,6 milioni di euro. Un risultato peggiore di quello del Molise che pone il Trentino Alto Adige tra le undici regioni italiane che - a poco più di un mese dalla presentazione in Consiglio dei ministri della riforma sul federalismo fiscale - appaiono ancora al di sotto della soglia dell’autosufficienza. Non a caso, fino a poco tempo fa, era in forse l’effettiva copertura finanziaria del provvedimento: lo stesso Lorenzo Dellai, il presidente della Provincia autonoma, aveva stralciato qualsiasi previsione di spesa.

Adesso però gli amministratori trentini, nel tentativo di combattere il carovita e la fuga verso le cure dentali a basso costo nell’Est Europa, sembrano aver abbandonato ogni dubbio: la delibera, che solo per gli ultimi mesi del 2008 prevede uno stanziamento di otto milioni di euro, si propone anzi di allargare la fascia dei beneficiari a parte del ceto medio. Unica condizione richiesta: la residenza in Trentino da almeno tre anni. L’assistenza sarà gratuita per le famiglie con un parametro Icef fino a 0,095 (cioè con un reddito massimo non superiore ai 10mila euro), ma anche per over 65, minorenni (nel resto d’Italia la soglia è 14 anni), disabili e cittadini affetti da patologie gravi. Per le urgenze, inoltre, non pagheranno nemmeno gli stranieri.

I residenti con un reddito non superiore ai 28mila euro, invece, godranno della «compartecipazione economica» provinciale, pagando al massimo il 70% dei costo totale delle cure dentistiche. Le diverse tariffe saranno stabilite in base all’indicatore Icef del gruppo familiare (che dovrà essere compreso tra 0.095 e 0,2): per conoscerle il cittadino dovrà semplicemente rivolgersi ai Caf.

Le agevolazioni previste dalla munifica Provincia trentina sono tantissime. Non solo vengono garantite tutte le prestazioni, dalla prevenzione all’otturazione di una carie, dalla rimozione del tartaro all’acquisto di apparecchi fissi o mobili. I cittadini potranno decidere se essere visitati nelle strutture pubbliche, o da privati convenzionati. Anche in questo caso la Provincia ha pensato in grande. «In Trentino ci sono circa 330 studi privati - sottolinea Guido Baldessarelli, dirigente del Servizio economia e programmazione sanitaria -. Vorrei convenzionarne un centinaio». Nel caso, comunque, che i tempi di attesa siano superiori ai due mesi, sarà possibile rivolgersi a un privato non convenzionato e ottenere poi il rimborso. Fortunati i trentini, insomma. Finché dura.