Trentun anni dopo Bologna ricorda la strage Il monito del Colle: "No a rigurgiti di violenza"

Bologna ricorda la strage alla stazione
che trentuno anni fa, a metà mattina di un sabato estivo di
arrivi e partenze, uccise 85 persone e ne ferì altre 200. L’accertamento della verità sulla strage è stato il senso
del messaggio dei presidenti di Camera e Senato

Bologna - Bologna ricorda la strage alla stazione che trentuno anni fa, a metà mattina di un sabato estivo di arrivi e partenze, uccise 85 persone e ne ferì altre 200. Nel suo messaggio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare che "il ricordo di quella strage è scolpito nella coscienza della Nazione e sollecita ogni giorno l’impegno civile dell’intera collettività nel prevedere qualsiasi rigurgito d’intolleranza e di violenza, e nel difendere e consolidare i valori fondamentali della nostra democrazia".

L’accertamento della verità sulla strage è stato il senso del messaggio dei presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. "Il ricordo di quel barbaro attentato", ha scritto Fini nel messaggio inviato al neo sindaco di Bologna e al presidente dell’Associazione delle vittime Paolo Bolognesi, "deve costituire un fattore di rafforzamento della cultura democratica dell’Italia", nell’impegno costante a fare "piena luce su una stagione di folle violenza terroristica che ha prodotto tanti lutti e tante indicibili sofferenze all’Italia, manifestando al contempo ogni possibile forma di solidarietà e sostegno ai superstiti e ai parenti delle vittime che lo Stato ha il dovere di non lasciare mai soli". Quel "drammatico" 2 agosto, ha ricordato Schifani, "ha segnato profondamente il Paese e continua a rappresentare uno degli episodi più tragici della nostra storia".

Ad aprire le celebrazioni a Bologna è stato il sindaco Merola. Poi il prefetto Tranfaglia ha espresso da parte del governo il "sentimento di vicinanza e il saluto alle famiglie delle vittime, ai sopravvissuti, alla città e ai suoi rappresentanti istituzionali, così come a quanti hanno voluto partecipare oggi alla manifestazione per riaffermare il loro impegno civile, l’arma più efficace a difesa dello Stato di diritto e il più sicuro antidoto contro rischi di imbarbarimento e violenza". Alle 10,25 - ora dell’esplosione della bomba - grande commozione in piazza con un minuto di silenzio e poi il fischio prolungato di un treno che ha accompagnato il volo di 85 palloncini. Per la strage sono stati condannati come esecutori materiali Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, elementi di spicco dei Nar, formazione terroristica di estrema destra. Ma a distanza di 31 anni mancano ancora mandanti e movente.