Treviso fa saltare la legge Fortitudo

Prima sconfitta interna dei bolognesi. Il Benetton può giocarsi lo scudetto in casa

Oscar Eleni

da Bologna

Capolavoro Benetton (69-77 in gara uno), elfi nel grande bosco dove la Fortitudo ha camminato a piedi scalzi, ferendosi in ogni cespuglio, sbattendo contro i rami rappresentati da Siskaukas (19 punti, 6 su 12, 10 falli subiti, 4 recuperi, 3 assist), un falco che mangiava subito il cuore di Mancinelli e poi trattava alla stessa maniera chi voleva marcarlo, Nicholas pungente come un’ape (15, 6 su 12), dal Bargnani (19, 7 su 13, 2 triple da mago, rimbalzi) che sotto gli occhi di Colangelo che potrebbe volerlo a Toronto e dell’inviato di Boston ha fatto vedere che ha già una dimensione da ometto con schiena dritta, rappresentando subito la spina dove la Climamio ha perso il suo fiato, la sua poca salute mentale. Aveva goduto e sofferto troppo con Napoli, si fidata della sua foresta, ma ci è rimasta in mezzo senza trovare un tiro decente: 37% in totale, 9 su 33 da 3. Treviso espugna il fortino che per 34 partite aveva retto, anche in giornate balorde come quelle di ieri, in partite affrontate con la stessa superficialità da ragazzi che spesso confondono il loro talento inseguendo l’effimero del bacio di chi li venera anche se fanno partitacce come quelle di Lorbek, Mancinelli, Bagaric, Green, brutte come quella che ieri sera ha giocato Garris, tornando nel cantiere con la tuta da lavoro e senza idee contro Zizis che lo ha ipnotizzato, un Marco Belinelli vuoto dentro (3 su 11), senza energia difensiva. La Fortitudo vive così, s’innamora di Yakouba Diawara e fa bene, ma l’eterno sorriso viene sprecato dopo 3 tiri da 3, quando ammicca alla folla e dimentica cosa aveva sbagliato, aprendosi lo spazio per altri errori di pura leggerezza mentale. Lasciamo stare Watson che quando fa il macho e dimentica di essere in campo per raccogliere tutto quello che serve in una serata dove tutto va storto, ma non possiamo dimenticare Sani Becirovic che dopo aver quasi guidato una rimonta concretizzata con il + 5 del terzo quarto, ha buttato via 3 palloni che hanno permesso alla Benetton il parziale partita di 8-0.
Vittoria storica, considerando la lunga imbattibilità Fortitudo, ma nei 4 scontri-scudetto precedenti i tutti verdi hanno sempre vinto la prima partita, ma in una occasione hanno poi perduto il titolo.
David Blatt il pit bull ha fatto il capolavoro in partenza costringendo i campioni in carica a segnare soltanto 12 punti, arrivando a un + 10 che sembrava tanto una grazia ricevuta da quella brutta Fortitudo. Nei secondi 10 minuti la fiammata Diawara (11 punti dei 13 finali) illudeva chi non voleva vedere quei ragazzi scalzi, senza la testa giusta. I play off sono merce rara e bisogna centellinarli, domani si torna in campo a Treviso, potrebbe essere il colpo della strega per la Fortitudo, ma conoscendola siamo sicuri che dimenticherà subito e cercherà dentro se stessa quello che la Benetton le ha portato via con grande stile.