Treviso in finale dopo aver visto l’inferno

Il Portogallo punta su Cristiano Ronaldo e l’Inghilterra sul diciassettenne Walcott

Oscar Eleni

La notte di Ramunas Siskaukas, il lituano che non doveva neppure esserci per uno strappo curato centrifugando il sangue del suo polpaccio sinistro, è anche la notte della Benetton che per la nona volta sarà in una finale scudetto. Treviso vince le timidezze in trasferta facendo un capolavoro nella quarta partita di Roma davanti ai 10.500 dell’Eur, dominando per tre tempi, ma soffrendo tantissimo la rimonta della Lottomatica nel 3° quarto quando da + 13 si è trovata sotto di 5 punti.
Siskaukas il freddo e la tenaglia che ti segna 22 punti (9 su 13), recupera 6 rimbalzi e 6 palloni d’oro, prende l’ultimo dubbio sfondamento di Hawkins, facendo diventare più elettrico un finale dove troppa gente invade territori proibiti. Siamo un Paese fatto così, su ogni campo, ma la Benetton di ieri ha avuto moltissimo dai suoi talenti, cominciando dal Goree che silenziosamente fa il guardiano a tutto in una squadra di giovani, come lo Zizis che ha imbroccato il tiro chiave a 1’33” dalla fine dopo aver perso di vista Ilievski nella rimonta romana, come il Bargnani che è talento, ma è sempre un ragazzo, il Bryant utile in momenti importanti, un gruppo di eleganti come il Nicholas partito forte e arrivato alla fine a 22 punti.
Roma lascia pagando errori evidenti nella costruzione di una squadra senza tiratori, troppo atipica per reggere l’urto di partite ravvicinate e Bodiroga, in questa serie, non si è quasi mai visto anche per merito di Siska, anche se alla fine i diecimila si sono alzati per applaudirlo come merita un principe, un artista.
Benetton che avrebbe potuto chiudere molto prima la battaglia, iniziata con la tensione verso Pesic, problemi di concessione del campo, se avesse avuto mano più ferma nei liberi, 12 su 26 alla fine, ma è bastato l’11 su 20 da 3 a decidere questa semifinale. Roma chiude e non sa se Pesic resterà per la coppa Europa o andrà a Girona. Per conoscere l’avversaria dei tutti verdi aspettiamo stasera dove nel torrido di Napoli la Climamio cercherà la botta in trasferta per chiudere il conto contro una Carpisa sotto choc per la sospensione di Sesay, un protagonista delle semifinali, fermato dall’antidoping (cannabis) dopo gli esami del 4 maggio alla fine di Napoli-Capo d’Orlando.