A Treviso finisce a botte tra squadra e tifosi

Il basket delle porte girevoli, dove tutti pensano di poter entrare, lascia passare giocatori mediocri e tifosi che davanti ai disastri sportivi pensano di poter contestare, minacciare, salvo poi risentirsi se da una macchina circondata e presa a calci scende uno che tira dei pugni. È accaduto a Treviso sabato sera dopo lo schianto contro il dragamine dell'Armani appena riparato dopo le falle aperte dal Montepaschi. A sbattere sulla prua milanese il pattìno della Benetton, squadra mai uscita al sole, perché nata male, con finti campioni e registi, società che non riesce più a trovare se stessa perché dove mette le mani, nella guida tecnica, nel ricambio giocatori, segue quel detto: peggio il tacon del buso.
La vittoria di 7 giorni fa a Cantù aveva fatto aprire bocca a chi dovrebbe tacere per qualche stagione, ma poi è venuto il meno 10 in coppa a Belgrado contro l'orribile Stella Rossa, l'avversaria di domani quando il macedone Mahmouti non sa ancora se avrà in campo Nana Mensah Bonsu, il pivot londinese cresciuto a Washington, quello che uscendo dalla vettura ha steso almeno tre dei contestatori, quello che era già alterato per lo scarso utilizzo, 15 minuti, 4 punti, 2 recuperi e 2 rimbalzi, quello che forse ci ha messo più cuore in una stagione dove nessuno ci ha capito niente dal primo giorno, cominciando dall'Angelo Gigli che dopo un buon europeo sembra quasi evaporato.
Il pubblico che invitava la società a non pagare più stipendi, che ha contestato davanti al meno 20 dopo tre quarti di partita, si rendeva conto che tutto era proprio sbagliato e non soltanto per la grande serata di Milano, con quel Danilo Gallinari che dominava a rimbalzo (11) segnava tanto, insieme al Katelinas finalmente usato bene, prima che Booker mettesse la coperta di amianto sul risultato.
Amarezza prolungata pensando a quello che era accaduto l'anno scorso dopo la vittoria in coppa Italia, dopo il caso Lorbek che, non certo per caso, torna spesso a tormentare la società.
La gente non può aver gradito e, magari, vedendo che questi giocatori non fanno una piega davanti a certi disastri, si è fermata nel posteggio per continuare la protesta, andando oltre dopo aver circondato la vettura di Lucas, uno degli ultimi arrivati, dove c’erano anche moglie e figlioletta. Nel parapiglia è intervenuto anche il presidente Buzzavo, ma ormai la situazione era degenerata: Bonsu picchiava e Austin lo proteggeva.
La Benetton è terzultima in classifica, domani potrebbe uscire anche dalla coppa Uleb, che potrebbe salvare qualcosa oltre agli organizzatori di Torino che sognano almeno una italiana fra le 8 finaliste, domenica dovrà misurare la sua febbre con Roma che ieri ha sbattuto di nuovo contro Rieti, come all'andata in casa, pagando un finale senza ossigeno dopo la vittoria sofferta di giovedì in coppa contro Malaga, un superlavoro poco adatto ad una squadra piena d'infortuni, ad un gruppo che ancora sembra non capirsi felice di aver preso Jaaber, ma che non sa ancora cosa farsene del solito Crosariol ieri utilizzato per un minuto.