Treviso, splendido bis: dopo il rugby è scudetto nel basket

La Benetton fa sua di un punto la volata di gara 4, batte la Fortitudo e vince il suo quinto titolo

Oscar Eleni

da Treviso

All’ultimo respiro, limando tutto, nervi, cuore, ma anche la logica e in una partita decisa a 7” dalla fine (69-68) ci sta tutto. Benetton campione d’Italia per la quinta volta (bissando dopo pochi giorni anche lo scudetto del rugby), aggrappata alle spalle di Goree il taciturno, capace di colpire a 22’’ per sparigliare (66-64), sentendo il brivido quando Becirovic pareggia una volta e poi una seconda, dopo la doppia di Zizis dalla linea di tiro libero, a 8” anche dopo una spallata di Nicholas che lo aveva messo a terra. Blatt chiede che si apra la cassaforte di Ramunas Siskaukas, l’uomo di questa serie finale su cui Belinelli fa subito fallo. Il lituano detto sentenza (8 su 10 fino a quel momento) sbaglia clamorosamente il primo tiro, ma mette l’oro per il 69-68.
La Fortitudo che ha peccato tanto, pur dannandosi tanto, mai compatta, mai da notte di san Crispino come pensava Repesa, non riesce ad essere lucida nell’attacco e il suo talento più visibile, un diamante ancora grezzo, sia chiaro, Marco Belinelli, si fa un nodo, poi sulle gocce di sudore finisce in terra, lascia il pallone, lo scudetto. Per la Climamio la notte delle lacrime, per i tutti verdi quella della gioia senza limiti perché su questa impresa credevano davvero in pochi.
Benetton padrona del cuore di una partita dove la Fortitudo ha inseguito e mai trovato punti pesanti, andando dietro a Becirovic (20, 12 su 12 ai liberi). Gloria al primo titolo di David Blatt, il pitbull cresciuto a Princeton, che ha superato ogni tipo di montagna, prima quella del ricordo di Messina, sempre rimpianto, poi il periodo senza Zizis, lunghissimo, quindi la sosta lunga per Siskaukas fino alla fine del quarto vinto con Milano, ma perdendo nella stessa serie il capitano Soragna. È stato bravo a cambiare mentalità a tutti, a far diventare Andrea Bargnani un giocatore e un uomo che ieri sera è salito sull’astronave per la NBA insieme al manager Gherardini che qui ha lavorato per oltre dieci anni in maniera splendida. Il manager va a Toronto, il giocatore potrebbe essere fra le scelte d’oro da 5 milioni di euro.
Gilberto Benetton ieri sera ha saltato con il suo popolo, ha stretto la mano di Petrucci capo del Coni con cuore basket soprattutto ora che si è arrivati alla pace, poi ha pensato che gli serviva una festa sportiva bella, genuina, in giorni di tormento mentre stava prendendosi l’aeroporto di Bologna. Scherziamo, perché il primo a non mischiare il sacro del suo sport preferito con il resto è questo uomo che ieri vestiva in rosa, che chiude un’altra stagione stretto al suo presidente Buzzavo, vedendo salire un altro stendardo sul Palaverde, 17° trofeo del basket.