Trezeguet, promesse mantenute «Scudetto possibile coi miei gol»

In estate il francese era stato l’unico a scommettere su una Juve competitiva E sta trascinando i compagni

da Torino

Non aveva mai cominciato così bene la sua stagione, David Trezeguet: sette gol in sei partite, a secco solo contro l'Udinese e per giunta sostituito dopo nemmeno un'ora di gioco. Per il resto: cinque partite giocate per intero e portieri inesorabilmente battuti. L'ultimo, domenica e sia pur in mezzo alle polemiche, Sereni. Gol con audience satellitare record: 1.651.758 spettatori, share del 6,5%. Solo Milan-Liverpool, ultima finale champions ha avuto più pubblico. Resta il fatto che Trezeguet ha segnato una rete straordinaria per qualità e prontezza di riflessi, un gesto da fuoriclasse autentico. Le discussioni non sono il suo pane, il gol sì: ne ha già segnati 102 in serie A (in 157 presenze), 147 (in 245) da quando veste il bianconero. È arrivato a Torino nell'estate 2000, da campione d'Europa che aveva castigato l'Italia grazie a un golden gol: ha scalato tutte le posizioni dell'attacco bianconero, ha anche pensato di andarsene almeno un paio di volte ma poi è sempre rimasto perché prima Capello e poi Ranieri hanno convinto la dirigenza di quanto sarebbe stato stolto perdere un tale rapace del gol. Tra gli juventini attuali, è quello che più di tutti si è esposto in estate dicendo che anche questa Juve avrebbe potuto lottare per lo scudetto: a furia di ripeterlo, deve avere convinto anche i suoi compagni inizialmente più timorosi. Almeno quelli della vecchia guardia, visto che quasi tutti i nuovi arrivati stanno facendo una fatica del diavolo: così, se Legrottaglie appare un giocatore trasformato (a proposito: la dirigenza, dopo avere fatto di tutto per cederlo in estate, gli ha appena proposto il rinnovo fino al 2009 a cifre che il barese non ritiene eque) al pari di Zanetti e della scoperta Nocerino (fermato quasi fuori tempo massimo sull'autostrada per Firenze), altrettanto non si può dire dei vari Almiron, Tiago e Criscito. Tutti in panca nel derby così come, prima o dopo, contro la Roma: la Juve che avanza lo sta facendo con giocatori sottovalutati o plasmati da Deschamps. Contro il Toro, Ranieri ha schierato Chiellini centrale: come non aveva mai fatto in precedenza e come aveva invece intuito il tecnico di Bayonne. «Voglio una squadra capace di cambiare pelle mille volte», ha confermato Ranieri. Forse però valeva la pena rendersi conto subito delle qualità di chi era già in rosa invece di andare a spendere fior di milioni per giocatori normali quali si sono dimostrati finora Tiago & C.
Oggi però il bicchiere è pieno per trequarti e va bene così. Anche le rimostranze di Cairo e Novellino nei confronti della classe arbitrale lasciano il tempo che trovano: «Il gol di Trezeguet era regolare - ha detto il presidente della Juventus, Cobolli Gigli -. Lo dicono il regolamento e gli esperti. Sia chiaro che noi non telefoniamo a nessuno (come aveva ipotizzato il numero uno granata, ndr), andiamo avanti per la nostra strada senza sapere nemmeno riconoscere l'arbitro dal guardalinee. La Juventus non si lamenta per eventuali ingiustizie, così come non si bea di eventuali vantaggi che possono arrivare da errori arbitrali».