Trezeguet supersonico fa volare la Signora

nostro inviato a Torino
La coriacea difesa del Cagliari cade dopo dieci minuti, crolla dopo 17, s’inabissa definitivamente nella ripresa chiudendo con un comico autogol di Vignati, sintesi di un pomeriggio tipo tsunami. D’altronde è una questione di record, la Juve insegue gol e striscia migliore di sempre, il Cagliari il taglio degli allenatori.
Non c’è molto da raccontare dopo questa asfaltata, la prima polpetta avvelenata la mette in area Vieira per Trezeguet, uscita disperata di Campagnolo, arriva Nedved 1-0 a porta vuota. Passano pochi minuti e Ibrahimovic prima di tacco e poi di testa allunga la traiettoria per Trezeguet che in scivolata e torsione mette la palla in diagonale sul secondo palo: la rete che toglie ogni possibile ipotesi alternativa allo strapotere bianconero. Cagliari completamente inesistente, dietro, in mezzo e davanti, con Conti indisponente nei suoi tocchetti e movimenti da principino. La squadra inesistente toglie inevitabilmente meriti ai campioni d’Italia che hanno attaccato per novanta minuti e senza sosta nel frigo del Delle Alpi. Abbiati ha vissuto un solo minuto di gara, quando al 41’ Langella l’ha costretto in angolo e sul corner Lopez di testa l’ha nuovamente impegnato con una deviazione sopra la traversa. Finito, il gruppo Sonetti non s’è più visto, mai fulminato da un’idea, non ha vinto un contrasto, non si è neppure messo a menare come in genere succede nel nostro campionato quando la differenza in campo è abissale e i nervi saltano. Lo zero assoluto sardo è stato compensato da prove singole eccellenti degli juventini, Trezeguet ha segnato due reti e mezza, Ibrahimovic è rimasto a secco ma non ha praticamente sbagliato niente, Nedved ha aperto le marcature e messo il piede in tutte le reti, spettacolare quella del 3-0 con palla giù e triangoli perfetti. Se c’è un quesito che esce dopo questa diciannovesima vittoria su ventuno gare della stagione, è chi può fermare questa squadra, ieri in campo senza Emerson e Camoranesi: Buffon non sarebbe servito.
Capello comunque ha dato merito al Cagliari giudicando fra le migliori della stagione questa partita della Juventus. È solo un modo per tenere alta la concentrazione, in realtà non si è mai dovuto alzare, urlare o cose del genere. Ha rischiato di rimanere congelato in panchina per mancanza di obiettivi da colpire, se anche uno dei suoi sbagliava, c’era pronto un sardo a creare una situazione da paura nella propria area. Ma queste sono anche partite che fanno crescere la convinzione di essere forti, in tutti, anche nella mediocre direzione dell’arbitro Mazzoleni. Il direttore di gara ha ammonito Agostini, ma per la medesima protesta, per lo stesso motivo e nella stessa zona del campo, non si è sentito di mostrare il giallo anche al diffidato Nedved. Materia per chi vede colpi di Stato ogni domenica. La Juve comunque non fa una piega, ieri sera la squadra era a cena mentre Inter e Milan cercavano lo sfidante ufficiale. Quanto a Del Piero: era nero in panchina e lo era ancora di più a fine gara quando se n’è andato a casa.