Trezeguet verso Manchester La Juve perde un altro pezzo

Fuori dalla coppa Italia, e dall’’Europa per un altro anno, il club aspetta il Tar e offre il francese per 27,5 milioni

Alessandro Parini

da Torino
Un giorno di riposo. Ma la strana e triste sensazione che mezza stagione sia già andata a farsi benedire. Vero che l'obiettivo numero uno della Juventus rimane l'immediata risalita in serie A, ma abbandonare la Coppa Italia al terzo turno, sia pure al cospetto di una squadra come il Napoli, non può essere considerato un successo. Soprattutto perché, in tempi in cui non si fa altro che guardare al bilancio e alle (negative) ricadute economiche che la retrocessione porta con sé, anche l'addio alla «coppetta» per eccellenza significa euro in meno di qui ai prossimi mesi: zero incassi casalinghi durante la stagione e, soprattutto, niente possibilità di rientrare in Europa nella stagione 2007-2008. Per la Juve, che nelle competizioni internazionali era abituata a sguazzare almeno fino a primavera, si tratta di un altro brutto colpo. E, se è vero che gli introiti garantiti dalla Coppa Uefa non sarebbero stati paragonabili a quelli della Champions League (700.000 euro di premio per ogni singola vittoria), lo è anche il fatto che 4-5 milioni sarebbero pur sempre arrivati. Jean Claude Blanc, amministratore delegato della società, non avrà quindi gradito quanto successo a Napoli, anche perché gli verrà ora a mancare un argomento in più nella rinegoziazione dei contratti di sponsorizzazione: se serie B sarà, lo sarà a tutti gli effetti e le varie aziende legatesi al marchio Juventus non potranno non farlo pesare al cassiere della Signora.
Il problema più pressante resta comunque quello legato al Tar del Lazio, chiamato venerdì prossimo a decidere sull'ammissibilità del ricorso bianconero. Difficile ci siano novità di sorta prima di quel giorno: le diplomazie di Juve e Federazione continueranno a lavorare in gran segreto e non è detto che il pronunciamento del tribunale amministrativo chiuda i giochi se è vero, come pare, che anche in un momento successivo a quello la società bianconera potrebbe tornare nell'alveo della giustizia sportiva. Servirebbe ovviamente che l'ormai famoso arbitrato - non ancora richiesto dalla società di corso Galileo Ferraris - mettesse d'accordo tutti: una serie B senza penalizzazione, o con una manciata di punti da recuperare, potrebbe essere la soluzione capace di salvare capra e cavoli.
Non va poi dimenticato il capitolo squadra: eccezion fatta per Del Piero e qualcun altro (Zanetti, Nedved e Buffon per esempio, anche se la decisione del Gigi nazionale di calciare domenica sera il primo rigore non è parsa proprio logica), le lacune che si temevano sono venute puntualmente a galla. Una difesa da rivedere, innanzi tutto, e si capisce perché Deschamps chiedesse con tanta insistenza (almeno) un rinforzo: a Cesena, sempre in Coppa Italia, c'era voluto il miglior Buffon per salvare il risultato, a Napoli si sono subiti tre gol e adesso, amichevoli a parte, il tempo per correre ai ripari stringe. Nei giorni scorsi è arrivato il francese Boumsong, che però al San Paolo non ha giocato perché ancora privo dei documenti necessari: né ci si può fidare troppo di Tudor e Legrottaglie, che da un lato non sono fulmini di guerra e dall'altro risultano spesso infortunati. Quindi? Serviranno un centrocampo più attento, un'identità di squadra precisa (Deschamps ha finora sempre schierato la difesa a quattro), una comune voglia di lottare e magari un altro paio di nuovi arrivi. E non ci vorranno musi lunghi, tipo i separati in casa Trezeguet e Camoranesi: il malanno muscolare del primo alla vigilia della trasferta di Napoli sapeva di infortunio diplomatico e infatti anche ieri si sono inseguite voci sempre più circostanziate, smentite dalla società, di un suo passaggio al Manchester United per 25-27 milioni di euro. La situazione dell'italo-argentino è invece chiara: lui se ne andrebbe anche a piedi, la società fa catenaccio e lo ha multato per l'espulsione al San Paolo. I due non sono comunque i soli a storcere il naso per il progetto sportivo caro a Deschamps: persino Zalayeta, il Panterone Triste che non ha mai detto «beh», si è comportato come un Ronaldo qualsiasi tornando in ritardo dall'Uruguay. Multato anche lui, ovviamente: l'andazzo, però, pare non promettere nulla di buono.