Triangolo camorra, politici, stadio: 40 in cella per la guerra dei rifiuti

L’inchiesta sulla rivolta di Pianura. Tra gli arrestati un assessore della giunta Jervolino. E il boss ordinò agli ultrà: <a href="/a.pic1?ID=296152" target="_blank"><strong>&quot;Benzina sui poliziotti&quot;</strong><br />
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nostro inviato a Napoli

Camorra, politica e ultrà. Che monnezza. Eccola la trimurti della rivolta dei rifiuti di Pianura. Al suo vertice niente meno che un assessore comunale del Pd, ex Margherita, in forza alla giunta Jervolino: Giorgio Nugnes, deleghe alla Protezione civile e ai cimiteri del comune di Napoli, persona di stretta fiducia del sindaco. Sarebbe lui uno degli strateghi dell’associazione per delinquere responsabile degli scontri d’inizio anno, a capo di una banda composta da criminali comuni e dai peggiori tifosi partenopei riuniti sotto le sigle Teste Matte e Niss, acronimo da curva che sta per «Niente incontri solo scontri». Sorprende, dunque, l’epilogo dell’inchiesta avviata dalla procura di Napoli, in tandem con i carabinieri e la Digos, all’indomani dei tafferugli avvenuti nei dintorni della discarica – base dei gruppi ultrà e dei clan che li controllano - per impedirne la riapertura. Cariche alla polizia e ai vigili del fuoco, bus dati alle fiamme, cassonetti rovesciati, sassaiole, decine di feriti. Responsabili di quel carosello criminale, si scopre oggi, le frange più esasperate della tifoseria napoletana (note alla cronache per pestaggi in ogni dove, e la devastazione del treno a Roma) e le famiglie camorristiche interessate, per questioni edilizie, a bloccare tutto. Fra le 40 persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare, chi più chi meno deve rispondere di reati gravi che spaziano dall’associazione per delinquere alla devastazione, dall’interruzione di pubblico servizio alle minacce. Oltre a Nugnes fa capolino nell’inchiesta Marco Nonno, di An, testa calda, già monitorato in precedenti inchieste. Nugnes si è autosospeso dalla carica pur dichiarandosi estraneo ai fatti, mentre il sindaco Rosa Russo Jervolino, che qualche anno fa lo ha premiato per il raggiungimento del decimo anno consecutivo di consiliatura, gli ha ritirato le deleghe. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, riscontrata da migliaia di intercettazioni su utenze che gli indagati credevano sicure, il ruolo di Nugnes sarebbe stato strategico. Grazie alla sua carica, conosceva in tempo reale gli spostamenti delle forze dell’ordine. E informava i capipopolo. Da lui partivano gli input su come organizzare i blocchi, dove far muovere gli ultrà, quando suonare la carica.