Il «Tribù» di 50 metri solca i mari nel segno dell'ecologia

Monaco - Al MonacoYachtShow Luciano Benetton riceve da Ugo Salerno, amministratore delegato del Rina, la certificazione Green Star per il suo "Tribù", primo mega yacht ecologico con bandiera italiana firmato Mondo Marine. Un 50 metri ligure, nato nei cantieri di Savona e seguito incastro dopo incastro dagli ingegneri Stefano Zanus e Giuseppe Pizzorno del Rina, classificatore italiano delle navi mondiali. Un messaggio forte lanciato da Benetton che sceglie la procedura Green Star nell'ottica di un approccio ambientale mai sperimentato sugli yacht. Ieri allo Yacht Club de Monaco la consegna della targa numero uno, in un'esposizione trionfale di quanto può il mercato dello shipping.

È a Monaco che arrivano i grandi compratori, è sulla banchine griffate di Port Hercules che trattano i brokers, con in mano la Charter Class, sempre firmata Rina, che apre al discorso noleggio i mega yacht e consente l'iscrizione al registro navale internazionale. Step successivo la Green Star, che permette «all'armatore di documentare la sua politica di rispetto per l'ambiente; ai costruttori e progettisti di avere un riferimento tecnico preciso; agli ospiti delle lussuose imbarcazioni la percezione di questo discorso e alle autorità preposte alla tutela del mare la certezza di aver ottenuto un'elevata prestazione ambientale». Tradotto: ogni tipo di emissione liquida e rifiuti solidi dello yacht certificato Green Star finiscono in doppi fondi che garantiscono il contenimento anche in caso di falle. Pitture esterne antivegetative con educazione all'impiego di certi prodotti. Nulla finisce in mare e l'autonomia arriva fino a 5 giorni.

La cerimonia di consegna ieri, nel cuore di un business che traguarda un discorso etico. Benetton, il suo Tribù attraccato sulla banchina di fronte, visitato anche dal Principe Alberto di Monaco, ringrazia il Rina che ha sviluppato il concetto di ecologia applicato ad una barca da diporto: «Spero d'esser di buon auspicio - insiste l'armatore - È un'esperienza da fare, non ci sono complicazioni, le prestazioni restano ottimali e i costi aggiuntivi sono minimi. Solo attenzione a regole etiche. Stretta di mano con Salerno a suggellare la proficua collaborazione: «Barca unica - insiste l'a.d. del Rina - realizzata nel concetto delle massime responsabilità nei confronti dell'ambiente. Spero che i nostri legislatori rivedano gli accessi alle aree protette, abbiamo già segnali positivi dal Ministero in merito».

Grande apprezzamenti per Mondo Marine, leader nel mondo di pavimentazioni sportive: «Luciano Benetton ci ha consentito di costruire questa imbarcazione ecologica in piena sintonia con la nostra filosofia - insiste il presidente Elio Stroppiani - Rispetto della natura, integrazione con l'ambiente e minimo consumo d'energia». Quattro le barche in costruzioni con certificazioni Green Star. Poi quattro passi sul Tribù, «sto organizzando il giro del mondo - annuncia Benetton - Dalla barca si può anche lavorare e produrre , e ci si diverte di più».

Reduce da una crociera di rodaggio, il Tribù se ne sta quieto a farsi guardare, linee essenziali, giocato su i legni, panna e grigi. Ambienti silenziosi, ossigeno, il tocco di Benetton che cancella il colore e libera la mente. Cinquanta metri per dieci, un piano via l'altro, un luogo di lavoro e la sfida che rovescia il rapporto. Un mega yacht che entra il silenzio, non inquina, dal fondo agli impianti di refrigerazione. «I costruttori vengono motivati su questo» e dalla volontà di un imprenditore che sceglie dai suoi 50 metri un approccio discreto in sintonia con quel mondo su cui navigare.