Una tribù delle Amazzoni capovolge le teorie linguistiche

Un missionario americano, Dan Everett, ha decifrato la lingua primitiva di una tribù di cacciatori delle Amazzoni e capovolto le teorie della linguistica. I Piraha del Brasile parlano una lingua basata su otto consonanti e tre vocali, e non imparentata con altri linguaggi. Non hanno numeri, nessuna definizione per i colori, nessun passato o memoria. Everett ha pubblicato il risultato delle sue ricerche sulla rivista Cultural Anthropology: a suo parere i Piraha vivono «un ethos del presente». Secondo il New Yorker, che ha dedicato un servizio alla teoria di Everett, la parte più esplosiva della tesi è quella che sostiene che i Piraha non mostrano tracce di una struttura linguistica fondamentale, la «ricursione» (inserimento di una frase in un’altra), che secondo il linguista Noam Chomsky è la pietra angolare di tutte le lingue. L’assenza di ricursione smonterebbe la teoria di Chomsky della grammatica universale.