Tribogna, Bacigalupo da tutto il mondo

Bacigalupo chiama Bacigalupo. Il sindaco di Tribogna, Corrado Bacigalupo per l'appunto, ha dato il via (domenica prossima) al primo raduno dei Bacigalupo sparsi per il mondo. «Non esageriamo nel mondo», frena il sindaco che per questo primo appuntamento ha limitato la sua ricerca a Genova e ai comuni circostanti anche se il richiamo alle origini sta prendendo dimensioni sempre più ampie. Un passa-parola che non conosce confini e che potrebbe portare sulle alture di Genova i figli dei figli di quei Bacigalupo che oltre un secolo fa sono partiti dalla Valfontanabuona. «Alcuni sono andati in America ma la maggior parte sono partiti alla volta della Germania per vendere i giocattoli realizzati nelle case dalle donne di Tribogna e degli altri paesi della Fontanabuona», spiega la signora Rosanna nel raccontare la storia della sua famiglia e di quella di suo marito. A partire proprio da sua suocera, ultima di quattordici figli tutti nati e vissuti in Germania ma che alla fine hanno deciso di ritornare. Altri sono rimasti all'estero costruendo giocattoli, fondando fabbriche o guadagnandosi da vivere suonando i «36 de pippe». «Si tratta di piccoli organi portativi montati su biciclette che, pedalando, danno aria alle canne», spiega il sindaco che proprio a Chiavari ha ritrovato un esemplare originale di questo strumento prodotto dalla ditta «Bacigalupo-Cocchi-Grafigna» di Berlino e di proprietà del collezionista chiavarese Adriano Migliaro. «Il costruttore è un Bacigalupo di Cicagna che è emigrato a Berlino alla fine del 1800 proprio per costruire organetti e fisarmoniche. In Germania conosce Cocchi (anche lui della Fontanabuona come Grafigna) che aveva un ristorante usato anche come dormitorio per gli immigrati italiani. In breve i tre mettono su la fabbrica di organetti», spiega Migliaro.
Insomma, un simbolo dell'inventiva del popolo dei Bacigalupo. Un cognome di cui andare orgogliosi, spiegano a Tribogna. Secondo l'interpretazione più accreditata, infatti, il nome deriverebbe dalla congiunzione del termine francese «bac», che significa traghetto, con lupo. Il progenitore di tutti i Bacigalupo sarebbe quindi un condottiero di lupi anche se non manca chi ipotizza un collegamento col verbo baciare o col termine latino baculum (bastone) che era ai tempi considerato un attributo degli uomini di potere. Il nome però, secondo gli studiosi, potrebbe essere stato usato in maniera canzonatoria anche se non mancano Bacigalupo illustri, come il poeta Nicolò Bacigalupo o il Colonnello Bacigalupo che ai tempi di Napoleone scortò Giuseppina Bonaparte lungo la strada della Bocchetta.
Storie note alle quali si accompagnano storie meno note che il sindaco vuole iniziare a raccogliere proprio nel primo raduno del 14, alle 12 e trenta, presso il ristorante Chiapparino di Colle Caprile. Prenotarsi è semplice: i Bacigalupo di ogni luogo possono chiamare il sindaco in persona al numero 357386784. Risponde Bacigalupo (Corrado).