Triboniano, il campo nomadi «divide» Comune e Regione

L’assessore Moioli: «Presto arriverà l’illuminazione, si va verso la normalità». Boni: «La bonifica non risolve il problema»

Si avvia forse alla soluzione la complessa vicenda del campo nomadi di via Triboniano. L’assessore comunale alle Politiche sociali, Mariolina Moioli, è ottimista: «I lavori di bonifica del campo procedono secondo le previsioni. Nei prossimi giorni arriveranno i container che ospiteranno le famiglie, e verrà ultimato il cablaggio per l’energia elettrica: ci vorranno circa due settimane». Scettico, invece, l’assessore regionale al Territorio, Davide Boni: «I container nuovi - afferma - fanno onore alla città di Milano, da sempre in prima fila a dare il proprio contributo, ma non risolvono il problema».
Intanto, i cittadini del Triboniano hanno ribadito le proprie posizioni tramite il Comitato al vertice di ieri mattina: «Il comitato - continua la Moioli - ha espresso le proprie perplessità, molte delle quali io stessa condivido. In ogni caso - puntualizza - è stato firmato un patto di legalità e socialità che mi aspetto venga rispettato da tutti».
Al Triboniano, secondo il censimento effettuato dal Comune ad ottobre, vivono 570 persone, per un totale di circa 150 famiglie: i minori sono più di trecento. A tutti questi si aggiungono gli «abusivi», che si sono aggiunti dopo e non rientrano nel censimento: «Il nostro impegno - spiega Moioli - è rivolto anche a circoscrivere il numero di persone all’interno dell’insediamento, e ad impedire che aumenti, nel caso estromettendo una parte degli occupanti».
Su un punto, però, l’assessore non transige: «La presenza costante delle forze dell’ordine è un elemento imprescindibile per riuscire in questa soluzione. Se venisse a mancare, ritirerei immediatamente il mio impegno e quello del Comune».
Boni sottolinea però che rimane un problema urbanistico di fondo: «La Regione - ha affermato - con la modifica alla legge 12, farà sì che i campi-sosta per i nomadi vengano edificati col consenso di tutti i comuni interessati. Troppi comuni hanno visto sorgere insediamenti sui propri confini per decisione di municipalità limitrofe». E conclude: «Bisogna distinguere fra “rom” nomadi e stanziali: i secondi devono assumersi gli oneri dei cittadini». «Il motore del cambiamento è l’integrazione culturale - replica la Moioli -. Mi aspetto che le giovani generazioni di “rom” abbandonino il campo nomadi e abbraccino un altro stile di vita».
L’assessore è intervenuto su questi temi a margine di un convegno sull’assistenza psicologica ai minori sieropositivi. Da oggi infatti sarà attivo il nuovo sportello di consulenza promosso da Anlaids, patrocinato dall’assessorato alle Politiche sociali: «La novità del progetto - afferma la Moioli - è assistere i malati non solo dal punto di vista medico, ma anche umano».