Via Triboniano chiede il porto d’armi

Non ce la fanno più. Sono spaventati e stufi, al punto da decidere di rinunciare la ponte di Ferragosto per presidiare la propria casa e difenderla da furti. Sono i residenti di via Triboniano, periferia alle spalle del cimitero Maggiore, che hanno la sventura di avere come vicini di casa i rom del campo nomadi. E che non hanno voglia di trovare l’ennesima sgradevole sorpresa al ritorno dalle vacanze: porta forzata e casa svaligiata.
L’esasperazione ha raggiunto livelli tali che i residenti stessi sono spaventati: «Prima o poi perdiamo la testa e spariamo. È ora di finirla con i falsi buonismi, quelli sono animali» urla sconvolto il signor Spinella residente in via Triboniano. Ecco allora spuntare una lettera, sottoscritta da venti cittadini e indirizzata «a sua eccellenza il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi e al signor questore di Milano Paolo Scarpis» in cui si richiede il porto d’armi «per legittima difesa» come si legge a chiare lettere nella missiva, corredata da tanto di foto di case svaligiate e rassegne stampe delle pagine più nere della cronaca milanese.