Triboniano chiuso, ora Pdl e Lega fanno a gara a prendersi il merito

Il giorno dopo la chiusura del Triboniano, c’è (anche) il tentativo della Lega di mettere il cappello su un evento storico per la città. Dopo vent’anni, venerdì pomeriggio anche l’ultima famiglia rom è stata sgomberata dal campo più grande d’Europa. Finisce un’epoca, fatta soprattutto di proteste da parte dei residenti nel quartiere arrivati a difendere le case con il filo spinato. E le baracche verranno smantellate al più presto, quando aprirà il cantiere per lo svincolo stradale che porterà dritti a Rho-Pero, all’area dell’Expo. Gli ultimi allontanamenti sono avvenuti quasi con un blitz, dalla sera alla mattina vigili e servizi sociali sono riusciti a sistemare le famiglie che ancora non si decidevano a lasciare le roulottes. E sono state trainate a 500 metri di distanza, temporaneamente resteranno nella sede della protezione civil. Il Carroccio rivendica il merito di aver mantenuto la parola data con i cittadini, «promessa mantenuta - afferma l’eurodeputato e capolista dei lumbard a Palazzo Marino, Matteo Salvini -. Abbiamo chiuso il campo nomadi e ora l’impegno della Lega è, lavorando e abbattendo, di ridurre nei prossimi cinque anni a zero il numero dei campi rom in città». Se ne rimarrà solo uno, ironizza rivolto al candidato sindaco di centrosinistra che ha difeso il diritto alla casa per ogni famiglia nomade, «lo ospiterà Giuliano Pisapia nel suo giardino». La «linea di Roberto Maroni vince ancora - aggiunge il segretario provinciale del Carroccio e candidato in consiglio comunale, Igor Iezzi -: lo sgombero del Triboniano è l’ennesima promessa mantenuta ancora una volta dalla Lega. Nonostante la contrarietà della sinistra e le titubanze e le incertezze di alcuni alleati. Noi continuiamo a pensare ai problemi concreti della città senza fare inutili polemiche su argomenti che non c’entrano nulla con Milano. Questa è la Lega del fare che si contrappone ai partiti delle chiacchiere». Ora «è il momento di festeggiare l’ennesimo successo del ministro Maroni. Per questa ragione organizzeremo una grande festa sull’area liberata dall’invasione degli zingari insieme ai cittadini che finalmente ritornano padroni in casa propria». E affonda: «Pisapia si rassegni, questa città non vuole i rom».
Il ministro dell’Interno proprio domani sarà in prefettura per illustrare le fasi conclusive dell’operazione con il prefetto Gian Valerio Lombardi, che è commissario straordinario per l’emergenza rom a Milano, e il sindaco Letizia Moratti.
Ed è il vicesindaco Riccardo De Corato a riportare la barra al centro-destra. Perché precisa che l’azzeramento del campo è un impegno «che si era preso per i residenti e i cittadini questa amministrazione». Tutta, Lega e Pdl. Per evitare nuove occupazioni il Comune sta effettuando da ieri in tutta fretta i lavori di abbattimento dei container, la pulizia e bonifica dell’area con i mezzi dell’Amsa e con il Nucleo di intervento rapido. La polizia locale vigilerà 24 ore al giorno con due pattuglie. «Milano è e sempre sarà off-limits agli abusivi» assicura. E «chi dice che gli sgomberi non servono è smentito dai numeri del prefetto, lo scorso ottobre ha certificato la diminuzione dei nomadi abusivi dagli 8mila del 2007 in città a 1.500 in tutta la provincia. Un calo dell’80 per cento».