«Triboniano un modello? A dieci mesi dal patto vediamo quanti lavorano»

Secondo l’assessore Maiolo meglio trasformare i campi in «campeggi»

Non vorrebbe fare la guastafeste. Ma mentre il sindaco Letizia Moratti, davanti ai rappresentanti di 131 città europee riuniti a Palazzo Reale per il convegno Eurocities, portava in palmo di mano quel patto di legalità siglato tra il Comune e le famiglie rom nel campo di via Triboniano (un patto realizzato a livello locale «ma non ancora nazionale», dimostrazione che «le città stanno diventando dei laboratori di soluzioni»), l’assessore comunale di Fi Tiziana Maiolo, quello stesso esperimento lo giudica piuttosto fallimentare. «Giustamente il sindaco ha detto che i romeni senza lavoro se ne devono andare, è anche la linea della Cdl», ricorda Maiolo, ma in via Triboniano il patto è stato siglato ormai dieci mesi fa «e credo che se domani mattina andassimo a controllare chi può garantirsi i mezzi di sostentamento con un lavoro serio, ossia senza rubare o commettere atti criminali, in poche ore sarebbero fuori tutti». Non ha «mai creduto che il patto di Triboniano potesse diventare un modello», ma oggi, a maggior ragione, «mi sembra che non abbia le gambe, non è fondato sul lavoro. Vorrei sapere se chi governa il campo ha controllato quanti hanno un’occupazione e pagano le tasse». Da ex assessore ai Servizi sociali ricorda che il sindaco Albertini, dopo un anno e mezzo di tentativi per regolarizzare le situazioni in via Novara e Triboniano, passò la delega all’immigrazione all’assessore alla Sicurezza «e fece bene, perché gli zingari non sono più un problema sociale ma di ordine e sicurezza. Ho parlato con agricoltori che hanno attività accanto al campo, sono terrorizzati, rimangono chiusi in casa. C’è un clima di violenza intollerabile, oltre che di igiene e salute». Non c’è alternativa: «I campi devono essere solo di passaggio, da uno a tre mesi al massimo, i rom paghino una piccola quota come se fossero normali campeggi e in cambio avranno luce, gas e acqua».
La situazione dei campi rom, garantisce invece il vicesindaco Riccardo De Corato, è costantemente sotto controllo grazie alla mappa del rischio aggiornata giornalmente dalla polizia municipale. Tant’è che proprio ieri i vigili hanno abbattuto dieci baracche abusive costruite dai nomadi in via Dudovich e via Toledo. Insediamenti che, spiega De Corato, «minacciavano di estendersi, siamo intervenuti per evitare pericolosi allargamenti a macchia d’olio».
In tema di sicurezza, ieri il sindaco ha ribadito ancora una volta la «necessità di superare una cultura dell’emergenza», ricordando come «il patto per la legalità firmato mesi fa a Milano tra istituzioni locali e governo sia stato il frutto di un approfondito lavoro di confronto». Un modo «per affrontare i problemi prima che diventino insormontabili - ha concluso - e sono orgogliosa che questo patto ora sia stato proposto come modello per tutte le altre città europee».