Via Triboniano: in tre anni scoperti 1.200 clandestini

Nella bidoville due «visite» della polizia alla settimana: c’è chi ha appeso il permesso fuori dalla roulotte per non farsi svegliare

Paola Fucilieri

«Le “visite” che facciamo ai rom sono almeno due alla settimana, a volte tre: tutto dipende da quello che ci viene comandato dall’ufficio di gabinetto. All’inizio erano retate anche da 40-50 persone alla volta su un totale di almeno 500 abitanti; uomini e donne che, una volta all’ufficio immigrazione, devono mostrare il permesso di soggiorno per essere definiti “in regola”. Un numero ristrettissimo, fino a qualche anno fa. Sì, erano tanti i clandestini nel campo nomadi di via Triboniano. Tuttavia, con il passare degli anni e le continue retate il numero si è notevolmente ridotto: adesso, su 50 controllati, i clandestini non sono più di 5 o 6. Va detto però che in tre tre anni gli accompagnati da quel campo nomadi all’ufficio immigrazione della questura hanno raggiunto una cifra esorbitante: oltre 1200».
I poliziotti del commissariato «Bonola», vista la loro zona di competenza, non hanno mai svolto servizi di ordine pubblico inerenti qualche sfilata di moda o l’arrivo di una personalità importante; quelli che, per intenderci, richiedono che si indossi se non un abito sartoriale, almeno il migliore che si possiede. Le uniche sfilate che si godono, tra le 4 e le 6 del mattino, sono quelle dei ratti macroscopici nel campo nomadi di via Triboniano, che è di nuovo alla ribalta sulle cronache per aver dato i natali al bimbo scoperto l’altra sera in auto con un prete 60enne del Pavese. Sono stati proprio loro, a Bonola, a sorprendere la «strana coppia» in ancor più strani atteggiamenti. Da lì la squallida scoperta e l’arresto che ne è seguito.
«Quel sacerdote ha continuato a dire che non stava facendo niente di male, che conosceva il bambino. - ci raccontano -. E anche per noi che ne vediamo di tutti i colori è stata un’esperienza piuttosto imbarazzante. Non che non sapessimo che nei pressi del cimitero Maggiore ci fosse la prostituzione minorile dei piccoli nomadi, certo non è una novità. Ma vi assicuro che sorprendere quel vecchio insieme a un bambino è un’esperienza che avremmo preferito non fare».
Certo. Anche i vigili urbani, che svolgono un vero e proprio servizio antiprostituzione nella zona del cimitero Maggiore, sono dello stesso avviso. Del resto l’universo dei clandestini del campo nomadi di via Triboniano comprende un po’ di tutto.
«C’è un nomade - ci spiega la polizia municipale - che, stanco di essere vittima delle retate mattutine della polizia, ha attaccato il suo permesso di soggiorno con lo scotch all’esterno della roulotte in modo che il suo sonno e quello dei suoi familiari non venisse disturbato inutilmente».