Tribuna stampa in rosa e la guerra delle giacche

Un tuffo nella «tribuna vip» di Marassi, nella partita d’esordio: dicono che il vero «gossip» si è spostato, quest’anno, proprio allo stadio. Sarà: anche la vostra Novella Eva tenta questa avventura. E vi dico subito che ha trovato un ambiente simpatico, divertente. Con una buona presenza di volti (cioè di croniste femminili).
La decana del giornalismo non solo sportivo è inamovibile al suo posto: Orietta Bonanni. L’avevamo lasciata piuttosto «pesante» l’abbiamo trovata elegante, dimagrita, quasi una silfide. «Ho perso ventitrè chili» sorride al collega Arnaldo Bagnasco, sempre curioso quando si tratta di universo femminile. E poi altre «penne» molto attente: Rossella Galeotti, taglio punk o quasi, tutta presa dalla mimica e dalla gestualità animata di Walter Novellino. E ancora Paola Balsomini, retour da Palau, dove ha dominato le spiagge sarde, «sirena del mar» ammirata quanto basta. Al microfono, imbattibile come da anni, Maria Grazia Barile, la prima telegiornalista sportiva d’Italia. Vecchia guardia (si fa per dire), voce irresistibile del fortino marassino.
Più sotto, in tribuna vip, c’erano poi pimpante più che mai (forse un po’ meno alla fine) Monica Mondini consigliere d’amministrazione della Samp e la sempre più chic Cristina Serra, firmata da capo a piedi (soprattutto).
Giacche. È stata anche la domenica delle «giacche». Tutti eleganti a questo primo debutto blucerchiato. I cronisti si sono presentati, almeno alcuni, con un look particolare. Battaglia stretta fra Paolo Zerbini e Paolo Paganini. Giacca color «singhiozzo di pesce» come diceva l’indimenticabile Silvio Gigli, indossata da vero gentleman, Paolo guarda con sufficienza il collega Paganini. La cui giacca arriva da mani forbite di una sartoria milanese: sembra «rivoltata», cucitura all’aperto, granulata sul marrone. Un capolavoro da boutique. Paganini ne fa fiero: l’ha sfoggiata alla «prima» di «Sabato sport», quando ha raccontato, da eccellente moviolista, tutta la serie «B». È stato un trionfo, dal punto di vista del look, anche perché al suo fianco aveva un Mattioli, emiliano dall’abito incolore, mentre Sandro Mazzola era avvolto da una giacca improponibile e infine Italo Cucci tanto per non dar nell’occhio sfoggiava una cravatta violenta sul rosa forte, tipica da giochi circensi. Figurarsi il successo di Paganini. Anche a Marassi ha ricevuto persino gli elogi di Novellino, quando lo ha intervistato a fine gara. L’unica cosa «brillante» della partita.
Tecnici. Quanti tecnici (o presunti tali) si erano dati convegno per dare uno sguardo ai blucerchiati. Persino il sempre più triste Mario Bortolazzi (lo ricordavamo sorridente quando batteva punizioni esemplari) venuto forse a... constatare la forma di Falcone? E ancora Pietro Vierchowod, grande abbraccio col professor Andrea Chiapuzzo (medico della Samp negli anni ruggenti), Franco Ferrari, Giampiero Ventura l’allenatore delle «mezze stagioni», Tarcisio Burgnich, rocca antica, Carletto Volpi tutto di nero vestito (sembrava uscito da quelle «caves» parigine care a Juliette Greco).
Tutti a stringer la mano al presidente Garrone (prima della gara), a Marotta, ad Asmini. A Garrone, dopo il gol vittorioso dell’Empoli, si era spento il lungo sigaro. Non pensava proprio di esordire in questo modo. Si tirerà su con la solita felicissima battuta di caccia. Però se riuscisse a «cacciare» anche qualche buon difensore...