Il Tribunale cade a pezzi Formigoni apre le porte dell’ex palazzina Bauer

Sarà la palazzina ex Bauer di via Pace ad ospitare il Tribunale di Milano fino a quando non sarà pronta la nuova cittadella della Giustizia. Così almeno è nelle intenzioni della Regione. È stato il presidente Roberto Formigoni, a proporre ieri mattina, nel corso di un incontro con i vertici della magistratura milanese, questa soluzione. mettendo a disposizione la struttura del Pirellone. La storica sede del tribunale, in corso di Porta Vittoria, è infatti in pessime condizioni e l’anno scorso aveva anche subito il crollo di alcune parti di soffitto, una situazione grave che frena non poco l’amministrazione della giustizia milanese. «Proprio per questo- ha spiegato Formigoni d’accordo con Comune e Ministero della Giustizia- abbiamo promosso in ottobre un Accordo di programma risolvere questa situazione di emergenza». La palazzina Bauer - 6mila metri quadri - sarebbe libera subito, ma necessita di alcuni interventi di manutenzione. La Regione ha individuato perciò due alternative per coprire le spese: «Offriremo al Comune di Milano, in diritto di superficie gratuito, la Palazzina - ha spiegato Formigoni - e Palazzo Marino predisporrà i lavori di manutenzione dell’edificio, coprendone le spese con una locazione che il Ministero di Giustizia già si è impegnato a corrispondere. In alternativa, si può vendere l’immobile, che vale più di 12 milioni di euro, agli Archivi Notarili, affidando i lavori di manutenzione al Comune o agli Archivi stessi con una locazione del Ministero di Giustizia». La soluzione migliore verrà scelta entro la settimana prossima. Il trasferimento alla palazzina Bauer è comunque provvisorio. Nell’ottobre scorso, infatti, le istituzioni e il Ministero di Giustizia hanno firmato un accordo di programma per la costruzione di un «Polo della Giustizia» che raggrupperà il Tribunale e un nuovo carcere. Anche della dismissione di San Vittore, infatti, si parla da tempo: il primo ad avanzare l’ipotesi di chiuderlo fu, nel 1979, l’allora sindaco Carlo Tognoli. Anche Giovanni Conso, allora ministro di Giustizia, nel ’93 tornò sull’argomento, definendo il carcere «vetusto, sovraffollato e pieno di inconvenienti».
Mediamente, infatti, San Vittore - che si estende per una superficie di 50mila metri quadrati - ospita duemila detenuti, contro gli 800 di capienza massima fissata. Una struttura che potrebbe venire distrutta una volta dismessa: il valore dell’area occupata dal carcere è infatti di 155 milioni di euro. Nel nuovo progetto, invece, il carcere occuperebbe gli spazi di un maxi-grattacielo, con i detenuti suddivisi in base alla pena, piano per piano, nello stesso edificio del tribunale. L’area conterrà anche gli uffici giudiziari e quelli di avvocati, notai e Pubblici ministeri.
Questa «cittadella» dovrebbe sorgere in una zona periferica (fra le ipotesi, viale Forlanini, Chiesa Rossa, via Manduria e Pioltello) e dovrebbe essere pronta fra cinque anni, per un costo complessivo che potrebbe aggirarsi tra i 600 e i 700 milioni di euro.