Tribunale nel caos: saltano i processi

Piero Pizzillo

Il tribunale scoppia. La data del 12 ottobre, che riporta alla memoria ben altre celebrazioni anche se quelle del 1992, chiamate Colombiadi, sono state macchiate da episodi di corruzione (tangenti), oggi è funesta perchè ci segnala lo stato di gravissima crisi della gestione dei processi nel foro genovese. Il procuratore aggiunto Mario Morisani, magistrato del settore inquirente, di vecchio corso, di grande esperienza e di elevate doti umane e professionali, al pari dei colleghi Giancarlo Pellegrino, Franco Cozzi (già sostituto procuratore generale) e del capo Francesco Lalla, si mette la mani fra i capelli e esclama con amarezza, ma anche con animo esacerbato: «Certamente non è colpa nostra se si è giunti a questa situazione disastrosa». Il cronista ammutolisce ma non può non denunciare che oggi, mentre in altri palazzi si festeggia, a Pammatone non può che commemorarsi la disfatta del sistema giudiziario e dei suoi ingranaggi. Infatti, all’ordine del giorno della sola terza sezione del tribunale presieduta da Renato Delucchi, vi sono ben 11 processi. Vista la mole dei relativi fascicoli, neppure uno potrà celebrarsi. E dire che non si tratta di procedimenti di poco conto, come furti, risse, eccetera, alcuni sono addirittura mastodontici, come quello riguardante i 45 imputati (agenti e funzionari della polizia penitenziaria, della polizia di Stato, carabinieri e medici) a giudizio per le presunte violenze fisiche e morali, ai danni dei no global arrestati durante i disordini del G8 (luglio 2001) e portati nella caserma di Bolzaneto, che prevede, tra l’altro, l’interrogatorio di oltre 400 testi, tra cui i ministri Castelli e Fini, la presenza di 209 parti lese e gli interventi di 70 avvocati (oggi si farà solo l’appello di indagati, parti lese e legali).
Interessanti anche gli altri procedimenti: quello per la corruzione all’Isola d’Elba, che vede tra gli imputati l’ex giudice di Livorno, Germano Lamberti e l’ex prefetto Vincenzo Gallitto; quello con il rito abbreviato a un poliziotto per violenze nella Diaz; quello per corruzione, con tre imputati e 35 faldoni di prove; uno per concussione risalente al 1991. Inoltre uno per falso e cinque ordinari, con 21 imputati. Per tutti gli 11 processi si prevede il rinvio. Infine, l’aula bunker è ancora inagibile per lavori. Più caos di così, si rischia il collasso. «Il tribunale è alla frutta», ha detto il pm Anna Canepa.