Tribunale a pezzi crolla anche un lampadario

Nello sfascio strutturale del palazzo di Giustizia ci deve pur essere un santo protettore, se è vero che - ancora - nessuno si è fatto del male. Un anno fa, una lastra di marmo di qualche decina di chili che si stacca da una parete e precipita in terra. La scorsa settimana, un controsoffitto negli uffici del terzo piano del tribunale. Ieri, la lastra di un lampadario. Caduta in terra e frantumatosi in mille pezzi. Fortunatamente, all’ora di pranzo. Quando l’atrio era pressoché deserto. Solo un botto, i cocci sparpagliati, la paura dei pochi presenti e l’ennesima denuncia dei sindacati: «Palazzo di giustizia è del tutto fuori norma».
L’incidente è avvenuto intorno alle 13. Un pesante vetro - un grosso coprilampada appeso a una parete - cede. Forse, un’eredità della manutenzione (pulitura e fissaggio) a cui i lampadari sono stati sottoposti nelle scorse settimane. A quell’ora, per fortuna, in tribunale c’è poca gente. E il crollo si risolve senza fare feriti. Nel pomeriggio di ieri, ad ogni modo, sono iniziati i sopralluoghi dei tecnici per verificare la tenuta delle altre lastre di vetro.
Ma è l’ennesimo episodio, e la sequenza preoccupa. Solo una settimana fa, infatti, era stato lo stesso presidente della corte d’Appello, Giuseppe Grechi, a lanciare il nuovo allarme sicurezza, in occasione del cedimento in piena notte di un controsoffitto, chiedendo al Comune «di eseguire al più presto una nuova perizia su tutto il palazzo con attenzione a più problematiche. Insomma, non è possibile starsene tranquilli ad aspettare che accada qualcosa di peggio». Intanto, anche per questa volta è andata bene.