Il tribunale del Riesame scarcera Sala

da Milano

Il tribunale del Riesame di Bologna ha disposto la scarcerazione di Luca Sala, l'ex funzionario di Bank of America e poi consulente di Parmalat arrestato il 2 agosto scorso nella sua casa di Forte dei Marmi con l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta nell'ambito dell'inchiesta sul crac del gruppo di Collecchio. L'ordinanza di custodia era stata firmata dal Gip di Parma Pietro Rogato, su richiesta della Procura emiliana. Sala era finito in carcere accusato di bancarotta fraudolenta per 37,5 milioni di dollari che non risultano nei conti e che per l'accusa sarebbero scomparsi per «occultarne definitivamente l'esistenza». Il tribunale del Riesame non ha ritenuto sussistenti né il pericolo di inquinamento delle prove, né quello di reiterazione del reato. «È stata la vittoria di una giustizia pacata, di una giustizia analitica che non vuole scorciatoie - ha commentato l'avvocato Carlo Gilli, che con il collega Andrea Soliani difende Sala -. È proprio questo il messaggio della decisione dei giudici: le questioni di una materia complessa devono essere analitiche, pacate e non sommarie. Poi si vedrà, alla fine di un giudizio analitico. Non si può fare un processo così complesso come Parmalat in 20 minuti. Non si può». L'avvocato Gilli, davanti al tribunale del Riesame di Bologna presieduto da Libero Mancuso, aveva sostenuto la mancanza dei pericoli di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato: «Noi abbiamo chiesto al tribunale di resistere alla tentazione di fare un processo anticipato. E i giudici ci hanno ascoltato». All'udienza era presente anche la pm di Parma Antonella Ioffredi, giunta a Bologna per chiedere il mantenimento della misura di custodia, anche con la produzione di una memoria di una cinquantina di pagine.