Il tribunale risparmia sui codici

Vacche magre a Palazzo di giustizia. In tempi di austerità, va stretta la cinghia. Così accade che i novantadue magistrati in organico alla Procura si debbano accontentare, per il 2006, di appena dieci copie del Codici Penale e di Procedura penale aggiornati con la nuova legge del 5 dicembre scorso sulle attenuanti e le recidive. Per intendersi, la cosiddetta «ex Cirielli». Motivo, le «perduranti difficoltà economiche».
Un volume per nove pobblici ministeri, ovvero l’arte della condivisione. Non si scappa, lo impone una circolare del procuratore aggiunto Ferdinando Vitiello, in cui si legge che «tenuto conto che nel corso dell’anno non si è preceduto al tradizionale acquisto generalizzato del codice in argomento, e considerate le perduranti ridotte disponibilità economiche della Procura, ho provveduto ad acquistare dieci copie della nuova edizione del codice, dando incarico all’Economato di destinare una copia al Procuratore della repubblica e una a ciascun coordinatore di dipartimento per un uso condiviso con i colleghi». Dunque, poche alternative. O aspettare il proprio turno, o che arrivi il tempo delle vacche grasse.