Tribunale di Roma Stato di agitazione dei giudici precari

La Finanziaria li ha «dimenticati» e per questo i magistrati onorari in servizio al Tribunale di Roma, così come i loro colleghi nel resto d’Italia, sono di nuovo in stato di agitazione. Veri e propri precari della giustizia, i Got (Giudici onorari di Tribunale, sostituiscono i giudici) e i Vpo (Vice-procuratori onorari, fanno le veci dei pm) chiedono una retribuzione più equa e una copertura previdenziale e assistenziale che al momento manca del tutto. I magistrati onorari, oltre 200 a Roma (108 i Vpo, 120 i Got), 3900 in tutta Italia, pur coprendo quasi interamente il settore monocratico (la percentuale di copertura è quasi del 97%) in cui possono occuparsi di cause per reati importanti come l’estorsione o lo spaccio di droga e arrivare a chiedere pene fino a 20 anni di reclusione, ricevono un’indennità pari a 74 euro netti a udienza, indipendemente dal numero di procedimenti trattati; al mese seguono mediamente 10-12 udienze percependo insomma una retribuzione di 700-800 euro. La loro protesta potrebbe culminare a fine gennaio in un’astensione di cinque giorni dalle udienze che, in pratica, paralizzerebbe parte della macchina giudiziaria capitolina. «Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, come è scritto nella nota emessa da via Arenula il 30 novembre scorso - afferma Raimondo Orrù, vice-presidente della Feder.M.O.T., la Federazione Nazionale Magistrati Onorari di Tribunale - si era impegnato a trovare una soluzione alla questione retributiva e ordinamentale che riguarda la nostra categoria. Per questo revocammo l’astensione che avevamo proclamato per il 4-5-6-7 dicembre. Ma nel maxi-emendamento non c’è un solo comma che prende in considerazione la nostra figura. È il segno che vi è scarso interesse per la giustizia, per questo confermiamo lo stato di agitazione permanente». Una vertenza complessa e lunga che va avanti da anni. Quando era ministro Roberto Castelli i magistrati onorari, la cui figura fu creata per alleggerire il lavoro dei magistrati ordinari, si fermarono per cinque giorni, ma inutilmente perchè non ottennero nulla. «Pensavamo che con il centrosinistra le cose sarebbero andate diversamente ma invece, almeno per il momento - commenta amaro Orrù - non è stato così». Ma non è solo il profilo di carattere economico a preoccupare i magistrati onorari; anche l’incertezza dovuta alla circostanza che il mandato è a termine crea non pochi problemi.
«Tra studio dei fascicoli e presenza in aula per i Vpo e stesura delle sentenze per i Got - continua Orrù - lavoriamo a tempo pieno ma possiamo durare al massimo sei anni. In teoria, potremmo inoltre esercitare altre professioni, come quella di avvocato ma solo in circondari giudiziari diversi da quelli in cui operiamo come magistrati onorari. Sul punto il Csm ha dettato regole molto rigide. Una volta esaurito il mandato insomma dobbiamo ricominciare da capo». Con i magistrati ordinari, di recente, i rapporti si sono tranquillizzati.