Tributo a (e con) Enzo Jannacci

Non è da tutti essere celebrati da vivi. Per sua fortuna, in questa categoria rientra Enzo Jannacci. Classe 1935, milanese, tra i cantastorie più fantasiosi e bizzarri, il medico-musicista dall'eterna maschera malinconica, si toglie pure questo sfizio. Il modo migliore per festeggiarne i suoi (quasi) 50 anni di musica e riconoscerne così l'importanza e l'originalità del suo talento artistico. Talento e spirito liberi. Da outsider che, per scelta, preferisce mettersi «dalla parte dei diversi, di chi fa più fatica a stare al mondo e ad andare avanti». L'happening al Conservatorio (Jannacci si è diplomato in pianoforte proprio qui!), nel suo essere bislacco e imprevedibile, gli somiglia molto. Ci sarà il quartetto brasiliano dei Selton che, a breve, pubblicherà "Banana à milanesa", una raccolta di bizzarre cover folk-cariocheggianti firmate da Jannacci e Cochi e Renato; la cantante iraniana Yalda; o il songwriter camerunese Henri Olama. Nel cast anche l'ex Lounge Lizard Steve Piccolo, l'Orchestra di Ritmi Moderni Arturo Piazza, la brass band degli Ottavo Richter, il cantore della vecchia mala milanese Giancarlo Peroncini in arte Pelè, Bove & Limardi, Osvaldo Ardenghi e lui... Jannacci, cui spetterà l'onore di chiudere in bellezza la serata cantando un poker di brani.
Tributo a (e con) Enzo Jannacci
Conservatorio via Conservatorio 7 stasera, ore 21
ingresso 15 euro