Tributo a Strehler Muti applaudito nello Stabat Mater

da Roma

«Quando si sentono bravissimi musicisti come questi della Cherubini, ci rendiamo conto che il nostro Paese ha ancora grandi energie e giovani che sanno farsi valere». Così Muti rispondeva al giudizio poco lusinghiero dei giornali americani sulle nostre orchestre in agitazione, alla fine della serata dedicata ad un grande, geniale amico, Giorgio Strehler, scomparso esattamente dieci anni fa. Il concerto commemorativo romano, organizzato dall'Eti al Teatro Valle, si è dimostrato subito un concerto speciale, poiché il maestro, ma anche gli amici e gli estimatori del grande uomo di teatro presenti, non hanno potuto nascondere la commozione; fra questi anche il Presidente Napolitano che. A rendere più particolare la serata, la presenza della prima moglie di Strehler, Andrea Johansson, che ha ricordato il compagno e maestro, concludendo il suo ricordo con le belle espressioni di Muti per Strehler: «Porto con me la sua profonda lezione: umanità, dedizione totale, e quel po’ di follia che riscalda l'arte».
Muti, al suo terzo appuntamento in pochi mesi con il pubblico romano, ha scelto un programma che gli sta particolarmente a cuore, pescando in quella miniera di tesori che è il Settecento napoletano, al quale, in collaborazione con il Festival di Salisburgo, sta dedicando molte energie. Ha scelto il Salve regina di Porpora - che fece ascoltare alla Cappella Sistina per i vent’anni del pontificato di Giovanni Paolo II - e il capolavoro dei capolavori della musica sacra, lo Stabat mater di Pergolesi, che egli dirigeva per la prima volta a Roma. Due pannelli di pura bellezza, con qualche intensa pennellata di umano dolore, come nello Stabat pergolesiano.
Pochi strumentisti per Porpora, una quarantina invece per Pergolesi (nella giovanile Cherubini l'età media dei componenti, ogni volta sembra abbassarsi di più; e Muti, dal podio sembra prodigarsi soprattutto per i più giovani), per accompagnare il canto spiegato e pur commosso, quando non addirittura sofferto, di Monica Bacelli nel Salve Regina, e della stessa Bacelli, in coppia con Barbara Frittoli, nello Stabat mater. Tutto d'un fiato, senza interruzione, e gli applausi esplosi soltanto dopo l'ultima nota, per un concerto che resterà memorabile.