Tributo a Tony Renis nel giorno di Fellini

Ariela Piattelli

Vent’anni fa Federico Fellini intraprendeva il suo unico viaggio «fisico» verso il Messico, nello Yucatan: voleva incontrare e farsi guidare dall’antropologo Carlos Castaneda che lo avrebbe illuminato sul mondo degli stregoni e i suoi misteri. A questo viaggio, che avrebbe dovuto diventare un film, ma che divenne un fumetto, «Viaggio a Tulum» (che vide la collaborazione di Fellini con Milo Manara), è dedicata la sesta edizione del premio «Fregene per Fellini», che si tiene questa sera a Fregene (presso lo stabilimento della Difesa, Lungomare di Levante, ore 20.30). Fellini era molto legato a Fregene, dove girò alcuni tra i suoi film migliori come «Le notti di Cabiria», e quei luoghi diventano lo scenario di questa manifestazione che ogni anno vuole rendere omaggio ad uno dei più grandi registi della storia del cinema e vuole promuovere il nuovo cinema italiano, quei film che pur avendo un successo di critica, con difficoltà vengono promossi nei circuiti commerciali delle sale.
Sedici opere in concorso per ben cinque premi (miglior film, miglior regia, migliore attrice, migliore attore e miglior produttore). Per la categoria «Miglior film» si contengono il premio Private di Saverio Costanzo (film in concorso anche per «Miglior regia»), Evilenko di David Grieco (candidato anche lui alla «Miglior regia») con Malcolm McDowell e Provincia meccanica di Stefano Mordini, con Valentina Cervi che insieme con Mariagrazia Cucinotta (Mariti in affitto di Ilaria Borrelli, candidata alla «Miglior regia») e Stefania Sandrelli (Te lo leggo negli occhi di Valia Santella) concorre per «Miglior attrice». Per la categoria Miglior attore Lando Buzzanca (Incidenti), Piergiorgio Bellocchio (Radio West di Alessandro Valori), Urbano Barberini (Nel mio amore di Susanna Tamaro), Pierfrancesco Favino (Mariti in affitto) e Andrea Renzi (Servo ungherese di Giorgio Molteni e Massimo Piesco). Molti titoli quindi, per un cinema italiano che fatica a rimanere più di qualche settimana nelle sale, e che produce pellicole mai distribuite: «Le nostre scelte - spiega Adriano Pintaldi che cura l’iniziativa - si sono orientate maggiormente verso le opere prime, perché vogliamo dare spazio ai giovani autori e riportare alla ribalta quei film che sono stati poco tempo nelle sale». «Stiamo lavorando ad un progetto per un festival che duri un mese intero» racconta Marco Sani, il direttore artistico di «Fregene per Fellini». Il premio alla carriera va quest’anno a Tony Renis. La serata sarà presentata dal soprano Silvia Gavarotti, mentre il compositore Dick Halligan proporrà celebri brani musicali di film storici.