Trichet all’Ue: «Alzerò ancora i tassi»

Il presidente della Bce: inflazione troppo elevata. «Difenderò con ferocia la nostra autonomia»

da Milano

«Non siamo soddisfatti dell’andamento dell’inflazione e faremo tutto ciò che è necessario per contrastare i rischi di aumento dei prezzi». Jean-Claude Trichet è tornato ieri a ribadire davanti all’europarlamento che le strategie della Bce prevedono al momento una sola opzione: un altro aumento dei tassi di interesse, ora attestati al 2,75% dopo le tre mini-strette decise a partire dal dicembre dello scorso. Il presidente dell’Eurotower ha evitato ogni riferimento al timing dell’intervento, che gli analisti collocano presumibilmente dopo l’estate, quando un inasprimento da un quarto di punto potrebbe fare da apripista all’ultimo irrigidimento del 2006, previsto entro fine anno e destinato a portare il costo del denaro al 3,25%. La reazione dei mercati valutari è stata da manuale, con l’euro che si è spinto oltre quota 1,26 dollari, il massimo dell’ultima settimana.
Trichet, del resto, è stato chiaro: spazi per porre in stand by la politica monetaria non ve ne sono, con l’inflazione che resterà su livelli elevati quest’anno e anche nel 2007 a causa «dell’ascesa dei prezzi del petrolio e alla disordinata commistione di squilibri globali e protezionismo» e con una liquidità ancora troppo abbondante. Il banchiere francese ha rivendicato ancora una volta l’autonomia decisionale dell’istituto, più volte invitato dai governi di Eurolandia ad agire con prudenza sul fronte dei tassi. «Difenderò sempre ferocemente l'indipendenza della nostra istituzione», ha detto, reagendo, in particolare a una proposta di Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo, il quale ha suggerito in una lettera una cooperazione più stretta tra la banca centrale e i ministri delle finanze dei 12 paesi sull'evoluzione della politica economica e monetaria. Non senza una nota polemica, alcuni europarlamentari hanno infatti chiesto a Trichet per quale motivo, a fronte di un’inflazione bassa, continuasse a soffocare la crescita attraverso un restringimento dei canali del credito. Critiche che il banchiere francese ha rintuzzato ricordando come si siano rivelate «un errore» le politiche monetarie degli anni Settanta che non si curavano dell’inflazione allo scopo di preservare la crescita. E anche negli Usa, ha aggiunto, la Federal reserve ha affermato di considerare la politica monetaria «non solo un obiettivo, ma anche uno strumento per raggiungere i target prefissati».
Il punto, in fondo, è questo: Trichet continua a considerare la politica monetaria della Bce ancora accomodante, e dunque suscettibile di aggiustamenti senza che vi siano ripercussioni sull’eurozona. Anche perché il ciclo economico «resta forte e fornisce sostegno all’export» e gli investimenti possono beneficiare delle «favorevoli condizioni di finanziamento». Inoltre, la Bce non considera i tassi lo strumento-chiave per una crescita sostenibile e per creare posti di lavoro. Ci vogliono, ha detto Trichet, riforme strutturali e il mantenimento di una politica sana di bilancio.