Trichet avverte la «nuova» Europa: non lasciate correre l’inflazione

da Milano

Con buona probabilità, nella trasferta ateniese di oggi la Bce lascerà ancora invariati i tassi al 4%, sottolineando per l’ennesima volta la prevalenza dei rischi inflazionistici su quelli legati alla crescita. È l’ossessione del presidente Jean-Claude Trichet, che si salda perfettamente al mandato assegnato alla banca fin dalla nascita e si manifesta ora in un inedito monito ai Paesi della Nuova Europa che puntano ad aderire all’eurozona.
Da aprile 2007 a marzo 2008 la media dell’inflazione a livello europeo è stata del 3,2% e solo la Slovacchia ha avuto valori inferiori a questo dato, mentre la Polonia ha eguagliato la media. Per Bratislava, che ha ottenuto ieri il via libera per l’adozione dell’euro, però, l’inflazione potrebbe subire picchi nel 2008 e già a marzo ha raggiunto il 3,6%. Gli altri sette Paesi dell’area hanno registrato tassi di crescita dei prezzi più alti del 3,2%, e in particolare il campanello d’allarme suona per la Bulgaria, l’Ungheria e i Baltici.
L’obiettivo di Francoforte è di riportare i prezzi sotto al 2% sulla media di un periodo da 18 a 24 mesi. Per ora, l’inflazione resta ancora ben lontana dal target. L’Eurotower ha insistito sul fatto che permangono forti pressioni rialziste sui prezzi per il breve termine. E il superamento della soglia dei 122 dollari da parte del barile di petrolio non farà certo propendere per cambiamenti di rotta. La maggior parte degli analisti ritiene che eventuali riduzioni del costo del danaro saranno possibili solo dopo la pausa estiva. D’altra parte, la stessa Bce ha ammesso che sulla crescita economica gravano rischi di rallentamento, e una «inusuale incertezza» legata alle ricadute della crisi finanziaria in corso. Positivi gli ultimi segnali giunti dall’epicentro della crisi, gli Stati Uniti, dove l’indice Ism sull’attività economica ha appena mostrato, per aprile, un recupero superiore alle attese, smorzando i timori di recessione. Nell’area dell’euro l’indice Pmi continua a mostrare valori deboli, che segnalano un rallentamento dell’economia.
Toccherà ancora una volta a Trichet tirare le somme e illustrare le valutazioni della Bce sulla situazione economica. La trasferta ateniese sarà anche occasione per un saluto ufficiale al governatore uscente della Banca centrale greca, Nicholas Garganas, il cui mandato scade il mese prossimo. Ma quest’ultimo punto potrebbe avere anche delle implicazioni sulla futura politica monetaria: Garganas è considerato tra i falchi, i fautori della linea anti-inflazionistica più intransigente, e la nomina di un nuovo governatore di orientamenti diversi potrebbe modificare gli equilibri in seno all’istituzione.