Trichet: cala il credito in Europa, sistema in tensione

Allarme del presidente della Bce: nelle ultime settimane sono diminuiti i flussi netti di finanziamento alle imprese. Nuove regole per hedge fund e agenzie di rating<br />

Il sistema finanziario della zona euro sta attraversando una fase di greve tensione e nelle ultime settimane sono iniziati a diminuire i flussi netti del credito. L’allarme è del presidente Banca centrale europea Jean-Claude Trichet. "Come quello delle altre economie industrializzate di tutto il mondo, il sistema finanziario della zona euro è sottoposto a una grave tensione" spiega nel corso di una conferenza sul tema della vigilanza. "Questo non fa più notizia, ma quello che è diventato sempre più evidente con l’intensificarsi della crisi da metà settembre dell’anno scorso è che la tensioni del settore finanziario si stanno trasferendo sull’economia reale".Le difficoltà del settore finanziario stanno deprimendo l’economia reale e, allo stesso tempo, la recessione mette sotto pressione il sistema finanziario. "Una situazione che è più difficile da affrontare rispetto a quella di una crisi limitata al settore finanziario" osserva il numero uno della Bce.

I flussi netti di credito in direzione della zona euro sonorimasti positivi da un anno e mezzo a questa parte, "ma nelle ultime settimane abbiamo visto i primi segnali di riduzione dei flussi di credito", osserva Trichet. Il fenomeno va messo in relazione alla tendenza da parte delle imprese di posticipare gli investimenti e ridurre la richiesta di finanziamenti. "Si vedono tuttavia segnali che il calo nei flussi di credito rifletta anche elementi dal lato dell’offerta da parte delle banche – aggiunge il banchiere francese - e le più rigide condizioni di finanziamento vanno associate al fenomeno di deleveraging: se un simile comportamento diventasse diffuso – dice ancora Trichet – il sistema bancario comprometterebbe la sua stessa ragion d’essere>. Il presidente della Bce concorda, infine, con la richiesta dei Paesi europei del G20, che hanno sollecitato maggiori controlli sugli hedge fund e sulle agenzie di rating.