Trichet: "La crisi rallenta, ne usciremo nel 2010"

La ripresa dovrebbe arrivare prima nei Paesi emergenti. Resta massima
l’attenzione alla stabilità dei prezzi. Draghi conferma: i compensi dei
banchieri potrebbero diventare oggetto di supervisione da parte delle
autorità

Roma «La caduta del prodotto interno lordo nei Paesi industriali sta progressivamente rallentando, anche se è ancora negativa. Per vedere cifre di segno positivo bisognerà aspettare il 2010, anche se nei Paesi emergenti la ripresa potrebbe materializzarsi anche prima». Jean-Claude Trichet, a Roma per partecipare alla riunione plenaria del G30, è cauto sugli sviluppi della crisi economica, soprattutto nei Paesi ad economia avanzata. Rileva però che esiste un consenso diffuso sulle cose da fare, sulle politiche economiche in grado di accelerare la ripresa.
In ogni caso, il presidente della Bce esclude che le autorità monetarie possano allentare la guardia sull’inflazione: «Le banche centrali hanno il compito di assicurare la stabilità dei prezzi, che è un elemento determinante per la fiducia e per la ripresa». In particolare, la Banca centrale europea «non cambierà assolutamente» la propria definizione di stabilità dei prezzi, che postula un tasso d’inflazione non superiore al 2%.
La «plenaria» del G30 - che, diversamente dagli altri «G», è un gruppo privato, composto da accademici e rappresentanti dei settori pubblico e privato - è stata ospitata da Mario Draghi nei saloni della Banca d’Italia. Oltre a Trichet vi hanno partecipato fra gli altri il chairman del gruppo, l’ex governatore della banca centrale istraeliana Jacob Frenkel, il governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan, il ministro delle Finanze di Singapore Tharman Shanmugaratnam: quest’ultimo conferma l’impressione che la ripresa possa giungere più rapidamente nei Paesi emergenti piuttosto che in quelli a economia matura. «Per qualche anno - spiega il ministro di Singapore - vedremo una crescita inferiore alla tendenza del periodo scorso. Sappiamo che il peggio sembra essere alle spalle, ma è troppo presto per dire che la ripresa è già in corso. E comunque - osserva - tutti dovremo abituarci a ritmi di crescita più bassi».
Venerdì sera, il gruppo ha raccolto per una cena di lavoro banchieri e manager industriali, da Sergio Marchionne a Emma Marcegaglia, ad Alberto Nagel. Discussioni a tutto campo - ma a porte rigidamente chiuse - su economia reale e mercati finanziari. Si è parlato molto anche del «collasso dei flussi del commercio internazionale», rileva Frenkel, e delle azioni che in proposito si dovrebbero avviare a livello di Wto.
Draghi - che ha rinviato alle considerazioni finali di venerdì prossimo, all’assemblea di Bankitalia, le sue idee sull’andamento della crisi economica - ha invece annunciato che la prima riunione plenaria del Financial Stability Board (l’ex Financial Stability Forum) si terrà il 26 e 27 giugno a Basilea ad avrà in agenda, tra gli altri, il tema delle retribuzioni dei manager delle banche che era stato affrontato nel summit londinese del G20. «La questione dei compensi potrebbe diventare oggetto di supevisione» da parte delle autorità, spiega Draghi, che presiede il Fsb. Si discuterà anche di governance delle banche, di sorveglianza macroprudenziale, di risk management e di requisiti patrimoniali.