Trichet: «Mai parlato di una catena di rialzi»

da Milano

«Non ho mai detto che stiamo considerando una serie di aumenti, anche se non ci pre-impegniamo mai». Davanti all’Europarlamento, Jean-Claude Trichet ha precisato ieri ancora una volta come intende muoversi, confermando «il possibile» rialzo dei tassi, nella misura di un quarto di punto (dal 4 al 4,25%), in occasione della riunione della Bce in agenda il prossimo 3 luglio.
Gli analisti, tuttavia, non scartano ancora l’ipotesi di una duplice stretta entro la fine dell’anno e di un altro ritocco nel marzo 2009. Una sola manovra, sostengono, non avrebbe alcun effetto di contenimento dell’inflazione, mentre potrebbe impattare sulla crescita economica anche attraverso l’ulteriore rafforzamento del livello di cambio tra euro e dollaro provocato dal probabile allargamento dello spread tra i tassi Usa e quelli della euro zona.
Il fatto stesso che Trichet abbia sottolineato come l’istituto non prenda decisioni a priori, lascia aperta la porta a ulteriori interventi. L’inflazione è al 3,6%, ben lontana da quel 2% che rappresenta il target di riferimento, e l’Eurotower è in «un elevato stato di allerta», ha ricordato il banchiere francese. Trichet ha ammesso che «questi sono tempi difficili per tutti» perché si stanno verificando cambiamenti nei prezzi, in particolare di energia, generi alimentari e servizi, «che aumentano troppo in fretta». Quanto al caro petrolio, per Trichet non si tratta «di un boom improvviso», ma di un fenomeno «legato più alla domanda che all'offerta; se fosse un problema di rifornimenti avremmo uno choc seguito da una stabilizzazione».